Morti sul lavoro: in Veneto in sei mesi già 51 vittime, +82% sul 2024

Redazione

| 05/08/2025
I dati dell’Osservatorio Vega di Mestre registrano un pesante bilancio per la sicurezza sul lavoro in Veneto. Verona guida la triste classifica con 13 vittime.

Il primo semestre del 2025 si chiude con un pesante bilancio per la sicurezza sul lavoro in Veneto: 51 decessi, quasi il doppio rispetto ai 28 registrati nei primi sei mesi del 2024. Quattro vittime erano donne, ventuno di nazionalità straniera. La regione si colloca al secondo posto in Italia dopo la Lombardia per numero assoluto di morti bianche, con un’incidenza di 16,1 decessi per milione di occupati contro la media nazionale di 15,1.

A sottolineare la gravità della situazione è Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre. «Il primo semestre 2025 si chiude con un bilancio inaccettabile in Veneto: 51 decessi, +82 % rispetto al 2024. E a queste morti nel frattempo se ne sono aggiunte altre, tra le quali le ultime due vittime di lunedì a Santa Maria di Sala, probabilmente decedute per le esalazioni durante un intervento di bonifica in una fossa biologica. Un’altra tragedia che si sarebbe potuta evitare. Nonostante la recente approvazione del nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione sulla sicurezza, gli investimenti in questo ambito restano insufficienti. La formazione viene trascurata: servono campagne di sensibilizzazione e maggiori controlli».

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Secondo l’indagine dell’Osservatorio, Verona guida la triste classifica con 13 vittime totali, seguita da Padova (11), Vicenza (10), Treviso (8), Venezia (7) e Rovigo (2). Per incidenza di mortalità, Vicenza (20,5) e Rovigo (20,0) scavallano la soglia critica del 125 % della media nazionale, entrando nella «zona rossa». Padova, Venezia e Verona restano in «zona arancione», Treviso in «giallo». Solo Belluno non ha registrato morti sul lavoro.

Le denunce totali di infortunio nel semestre salgono a 36.202 (erano 35.728 un anno fa). Maglia nera ancora Padova con 7.201 casi, seguita da Verona e Vicenza.

Le attività manifatturiere, alla fine di giugno 2025, sono ancora in cima alla graduatoria delle denunce di infortunio in occasione di lavoro (6.352). Seguite da: Costruzioni (2.192), Commercio (1.915), Trasporti e Magazzinaggio (1.704) e Sanità (1.641).

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Sono 12.380 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (9.890 in occasione di lavoro) e 23.822 quelle degli uomini (21.000 in occasione di lavoro), mentre sono 4 le donne che hanno perso la vita: 2 in occasione di lavoro e 2 in itinere.

Le denunce dei lavoratori stranieri sono 9.185 edi queste, sono 7.747 quelle registrate in occasione di lavoro. Sono 21 i lavoratori stranieri deceduti (su un totale di 51), 14 dei quali in occasione di lavoro.

Gli esperti ricordano che l’incidenza degli infortuni mortali misura i lavoratori deceduti ogni milione di occupati, consentendo un confronto oggettivo tra territori. La «mappa a colori» dell’Osservatorio – bianco, giallo, arancione e rosso – fotografa il rischio effettivo e punta a orientare prevenzione, controlli e formazione.

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