Morte di Angelo Renon, tanti alla veglia per ricordarlo
Redazione
Tante persone, alle 22.30 di sera e con la pioggia, ieri hanno voluto ricordare Angelo Renon, l’uomo di 72 anni trovato senza vita ieri mattina in lungadige San Giorgio, di fronte alla scuola media Valerio Catullo.
L’assessora alle Politiche sociali, Luisa Ceni, presente ieri sera assieme alla Polizia locale, alla veglia organizzata dalla Ronda della carità, sottolinea l’importanza della grande partecipazione all’iniziativa.
«Vorrei rimarcare la grande sensibilità registrata attraverso la presenza di tante cittadine e cittadini a testimoniare il loro cordoglio e non solo dei volontari della Ronda. Un segnale importante per la nostra città» dichiara l’assessora che interviene anche sul ruolo della Polizia municipale nella sfortunata vicenda di Angelo Renon.
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«L’opera del Comune è un’opera di accompagnamento, non di sgombero come qualcuno ha mal interpretato. Del processo di accoglienza fanno parte anche i vigili che presidiano il territorio. È stata la Polizia Locale ad intervenire per prima alle Scuole Catullo perché ricordiamo bene e ribadiamo che i vigili sono parte attiva di questo prendersi cura della città, che è una comunità che sceglie e accoglie. Come? Con le associazioni di volontariato, come la Ronda, che fanno un lavoro preziosissimo. Altrettanto fanno i servizi sociali. I vigili sono le prime sentinelle sul territorio, conoscono le persone che vivono la strada, parlano loro e le accudiscono come è accaduto con il signor Angelo Renon».
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Continua Ceni: «Il 20 febbraio scorso una pattuglia della Polizia Locale era intervenuta alle Catullo per far rimuovere i numerosi rifiuti abbandonati nell’area del giaciglio di Angelo che negli ultimi giorni ne aveva accumulati molti più del solito creando una ambiente più disordinato. Anche per questo motivo gli agenti avevano chiesto a Renon se si sentisse bene e se avesse bisogno di supporto sanitario. Angelo aveva risposto che non era necessario, che non aveva bisogno di essere accompagnato dal medico. E dopo aver fatto ordine nel suo giaciglio gli erano state lasciate le coperte che gli fornisce la Ronda. Purtroppo, come ho già detto, Angelo era fatto così, ha rifiutato le numerose proposte di aiuto dei servizi sociali e delle persone che gli volevano bene, amici e parenti, ma ribadisco era amato e nei sui confronti c’era un diffuso sentimento di cura».
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