Il Monastero di Sezano vuole dare la laurea honoris causa in utopia al sindaco di Riace

Si terrà il 27 ottobre alle ore 16 il conferimento Lauree honoris causa in utopia 2018 al sindaco di Riace Domenico Lucano e alla filosofa Donatella Di Cesare, presso la sala incontri del Monastero di Sezano. Il simbolico riconoscimento sarà attribuito «Perché hanno dimostrato non solo di essere audaci ma hanno fatto dell’audacia una espressione dell’essere e la forza del cambiamento».

Anche quest’anno l’Università del Bene Comune di Sezano (Verona) insieme all’Associazione Monastero del Bene comune e alla comunità degli Stimmatini terrà la cerimonia di conferimento delle lauree honoris causa in utopia. Il comitato, per questa edizione 2018, ha scelto due testimoni della resistenza politica.  Il 27 ottobre, alle ore 16, nella sala incontri del Monastero di Sezano, il sindaco di Riace Domenico Lucano e la filosofa Donatella Di Cesare saranno insigniti dell’attestato. Un omaggio a uomini e donne che con coraggio e ostinazione si battono per un mondo migliore, un mondo di pace, di giustizia, di diritti garantiti, di equità e di rispetto dell’ambiente vitale.

Il sindaco di Riace Domenico Lucano è stato arrestato dalla Guardia di Finanza il 2 ottobre e ora è domiciliari. Il suo modello di accoglienza dei migranti è stato spesso narrato come un modello positivo in Italia. Nelle case abbandonate del paese, ormai semideserto, oggi vivono stabilmente centinaia di rifugiati in una specie di sistema di accoglienza diffuso. Botteghe artigiane, ristoranti, sono stati avviati asili, scuole multilingue, orti biologici sono sorti per essere gestiti e vissuti dai richiedenti asilo. Delle “borse lavoro” danno ai migranti un piccolo stipendio dopo che hanno imparato il mestiere grazie ai corsi delle cooperative. I migranti sono ospitati nelle case disabitate del paese, concesse loro in comodato d’uso gratuito. I ‘bonus’ – che possono essere usati negli esercizi commerciali convenzionati – permettono ai richiedenti asilo di fare acquisti e provvedere personalmente alla gestione dell’economia domestica. Al sindaco viene contestato il favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Donatella di Cesare, invece, è docente dell’Università La Sapienza di Roma. Nel libro Stranieri residenti , si è soffermata sulla condizione umana dell’esilio, sulla figura dello straniero residente, sulla cittadinanza aperta, sull’oltrepassamento dello stato-nazione, e sulla questione etica e politica della giustizia: «Abitare e migrare non si contrappongono, come vorrebbe il senso comune, ancora preda dei vecchi fantasmi dello jus sanguinis e dello jus soli. In ogni migrante si deve invece riconoscere la figura dello straniero residente». Lo scorso luglio gli è stata revocata la scorta senza apparenti motivazioni. La studiosa era finita sotto protezione dal 2015 per le minacce ricevute per email dopo la pubblicazione dei suoi libri e di alcuni articoli.