Modifiche a tempi di guida e di riposo: sciopero dei trasportatori

Si terrà dalle 7 alle 10 e dalle 16 alle 19 del 14 gennaio il presidio nazionale organizzato dalle sigle sindacali FILT CGIL, FIT CISL E UILTRASPORTI contro le modifiche europee sui tempi di guida e riposo dei trasportatori. A Verona la manifestazione avverrà davanti all’Interporto Quadrante Europa.

Sciopero nazionale unitario del trasporto merci il prossimo lunedì 14 gennaio. La manifestazione, che si terrà anche a Verona, davanti all’Interporto Quadrante Europa, è stato proclamato dalle Organizzazioni Sindacali di categoria FILT CGIL, FIT CISL E UILTRASPORTI a seguito delle proposte di modifica al Regolamento CEE 561/2006 (orari di lavoro e riposo degli autisti) che allungherebbero i tempi di lavoro ed interverrebbero sui riposi, dilatandone la cadenza.

Molte le prese di posizione contro queste modifiche del regolamento europeo: “Nel Veneto l’assessore Donazzan si è pubblicamente dichiarata contraria alle modifiche, lo stesso Ministero dei Trasporti nel 2017 si è espresso contro, e le Organizzazioni sindacali nazionali hanno espresso tutta la loro disapprovazione chiedendo al Governo di intervenire in sede Europea” scrivono i sindacati nella nota stampa. “Le modifiche comportano inaccettabili cambiamenti sulle condizioni di lavoro dei camionisti che si vedranno costretti a riposare dopo tre settimane di lavoro interrotte solo da 24 ore domenicali. Con 18 giorni di guida e solo due giorni di 24 ore di riposo è evidente il rischio per la salute dei lavoratori, ed i rischi sulla sicurezza stradale! Consideriamo inaccettabili le modifiche europee che escludono temporaneamente i conducenti professionisti per 3 giorni dall’applicazione delle normative sul distacco internazionale, di fatto liberalizzando selvaggiamente tutti i mercati nazionali dell’autotrasporto, incentivando un forte dumping occupazionale e contrattuale. I diritti, la professionalità, la sicurezza dei lavoratori diventano ancora di più merce e costi da abbattere. Non è questa l’Europa che vogliamo, non sono queste le garanzie dei trattati europei, serve invece un più equo equilibrio tra tempi di lavoro e tempi di vita. – conclude la nota – Questi diritti non sono privilegi, ma sono dignità umana e civile di un popolo”.