Primo Mobility day, tra gioie e dolori

Prima giornata ecologica ieri nel centro veronese, dove la circolazione è stata bloccata per lasciare spazio a pedoni e ciclisti. Un nuovo modo di vivere gli spostamenti che però ha creato anche disagi sulla strade periferiche.

Verona come non l’abbiamo mai vista. Tutti in bici, a piedi o con i mezzi pubblici, favorevoli e contrari. È cominciata come prevedibile, con le esultanze dei residenti del centro e la rabbia degli incolonnati, il primo mobility day, o domenica ecologica. Prima di una serie lunga sei domeniche, da qui ad aprile. Un primo passo, un punto di partenza per educare i cittadini ad un nuovo modo di spostarsi. La città era affollatissima, si camminava in mezzo alla strada, e l’aria, forse per una volta, non si lasciava sopraffare dalle polveri sottili. Allo stesso tempo però in tangenziale, in via XX settembre, e in altre zone limitrofe al centro, le code hanno avuto la meglio. Specie nelle ore di punta, alle 12.30, poi ancora alle 16, e mentre si parla di allargamento della zona a traffico limitato, a quartieri come Veronetta, dall’altra montano le esultanze e i malumori, le gioie e i dolori di chi ha vissuto in prima persona il primo blocco della circolazione nel centro veronese.

Il mobility day è un punto di partenza, non di arrivo, eppure a qualcuno l’idea proprio non convince

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