Mirco Cittadini, Dante e il femminile e altre chiavi di lettura inedite

Negli studi di Verona Network, il dantista Mirco Cittadini racconta com'è nata la sua passione per il sommo poeta e fornisce nuove interpretazioni sulla Divina Commedia.

Marco Cittadini, dantista
Marco Cittadini, dantista.

Nel 2021 sono stati celebrati i 700 anni dalla morte di Dante. Nella città di Verona si sono tenute numerose iniziative volte a commemorare e a festeggiare le opere del sommo poeta. Negli studi di Verona Network abbiamo intervistato il dantista Mirco Cittadini, studioso di Dante dal 2010. Nell’intervista Mirco Cittadini ripercorre com’è nata la sua passione per Dante e le sue pubblicazioni sul sommo poeta. L’obiettivo dello studioso è quello di avvicinare un pubblico ampio, dai bambini agli anziani, alla Divina Commedia, fornendo delle chiavi di lettura inedite, soprattutto sul ruolo delle donne nel capolavoro dantesco.

Come sei diventato un dantista a tutti gli effetti?

Nel 2010 ho iniziato a fare le prime serate di incontri su Dante, quindi vuol dire che lo studio era già iniziato precedentemente e la partenza è stata la lettura ad alta voce della Commedia. Avevo iniziato quindi a tenere dei corsi su come leggere la commedia e sull’aspetto attoriale della lettura espressiva. Dalla parola il contagio d’amore è stato inevitabile. Volevo capire meglio cosa stavo leggendo e sono entrato in un labirinto, in un mondo che non mi ha ancora abbandonato, in cui ci sono ancora dentro e sto cercando di chiarirmi le idee.

Nel 2014 ho poi iniziato a collaborare con delle associazioni e delle librerie, fino ad arrivare al 2018, anno in cui c’è stato il boom di Dante con tutta una serie di realtà private, comuni, circoscrizioni, fino ad arrivare poi all’abbuffata dantesca del 2021.

Ma cos’è che ti ha affascinato di Dante? È uno di quei grandi autori che si studiano a scuola, al liceo e che magari risultano un po’ difficili da comprendere e capire.

Ci sono tre cose che mi colpiscono di Dante. La prima è la potenza delle immagini, motivo per cui credo che Dante sia così popolare. È lui che ha creato il nostro immaginario. La nostra idea di inferno deriva da lì e non dalla Bibbia.

In secondo luogo poi, studiando Dante in ambito universitario, mi ero accorto che non me la raccontavano giusta. Io leggevo la terzina, poi leggevo il commento e mi sembrava che non ci fosse corrispondenza tra il commento e ciò che leggevo. I dubbi che mi sono venuti si sono poi risolti leggendo altri autori e studiando meglio e quindi da un certo punto di vista, trovando in più voci la risposta dei misteri o delle sensazioni.

Il terzo motivo è che ho trovato in Dante un grande messaggio di speranza. Quando studio Dante non è più tanto per gli aspetti letterari che ormai sono entrati in me, ma per degli aspetti politici. Dante ha scritto la Commedia per dirci come dobbiamo vivere. Questo è diventato un po’ l’orientamento anche delle mie ultime conferenze e forse dei libri che verranno.

Stai facendo anche tanti incontri nelle scuole. In questo caso come reagiscono i ragazzi a un Dante inedito sotto certi punti di vista?

Io faccio incontri dalla scuola dell’infanzia all’università. Abbiamo fatto questo progetto con Alessandro Anderleoni Verona città del paradiso, dove avevo bambini di quattro anni fino a all’università. Mi è capitato di fare delle lezioni con la professoressa Guaraldo, al liceo Fracastoro, al liceo Montanari, al Messadaglia. Io vedo grande interesse e grande curiosità e grande entusiasmo. Dante piace. Deve essere presentato in una certa maniera, utilizzando un linguaggio adeguato a tutto. La gente si nutre di Dante, ha bisogno di Dante, si diverte con Dante.

Guarda l’intervista su Radio Adige Tv:

Per avvicinare le persone a Dante, tu hai scritto qualche anno fa tutto il Paradiso. Qual è l’idea dietro a questo libro?

Il libro era nato con l’idea di presentare delle lezioncine dantesche. Un modo banale ma non leggero di parlare di Dante. Nove lezioncine che partivano dai saggi danteschi di Borges e cercare di ricavare poi degli spunti di riflessione. Anche persone inesperte hanno avuto modo di conoscere il Paradiso di Dante con un’altra ottica.

Parliamo di Dante al femminile. Nella Divina Commedia ce ne sono davvero molte e tu hai pure scritto un libro che si intitola “Da Medusa a Maria. Dante e il femminile”.

Nella Divina Commedia le donne sono preponderanti e dominanti. Il tema del femminile in Dante è un tema che io studio davvero dal 2014 e a cui dedico del tempo quasi quotidianamente. Avevo messo per iscritto qualcosa nel mio blog ma non avevo mai scritto un libro. Gianni Vacchelli, un dantista, citando nel suo libro Dante l’iniziazione femminile, citava spesso il mio blog. Le mie riflessioni su questo tema avevano dunque colpito.

Ho partecipato dunque a un concorso nazionale indetto da Edizioni Libere. Ho vinto una menzione speciale. Mi sono rivolto a Qui Edit per pubblicare un libro su Dante al femminile e la mia idea è piaciuta. Nella mia pubblicazione provo a mostrare come non solo le donne siano salvate da Dante, ma quanto le donne salvino Dante. Se c’è una commedia è perché ci sono delle donne che decidono autonomamente di salvare Dante, andando anche contro il volere di Dio.

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