Milano-Cortina 2026, procede il dibattito. D’Incà: «Chiedo una risposta a Zaia e De Berti». De Berti: «Grave che chieda, invece di già sapere»
Milano-Cortina 2026, procede il dibattito sulla ripartizione dei fondi
Prosegue la querelle in merito alla questione dei fondi destinati alla Regione Veneto per le infrastrutture in vista di Milano-Cortina 2026. Dopo il primo commento del ministro D’Incà, nel quale sottolineava che la cifra maggiore, pari a 61 milioni di euro, sarà destinata alla variante SS12 da Buttapietra a Verona. Secondo D’Incà non è chiara quale sia «la necessità ai fini della manifestazione sportiva».
Non è mancata la replica dell’assessora De Berti: «Guardo all’intera regione e lavoro per portare soluzioni sul territorio nel suo complesso, non certo per una sua parte», queste le sue parole. Ha poi aggiunto: «Considero offensive le dichiarazioni del Ministro D’Incà. Vuole insinuare un legame tra l’attribuzione di 61 milioni per la Statale 12 e la mia provenienza geografica».
La replica del ministro D’Incà
«Chiedo una risposta a Luca Zaia ed Elisa De Berti»

«Non rispondo alle accuse infondate – rileva il ministro in una nota riportata da TeleNuovo -. Ho sempre lavorato per aiutare con risorse concrete il territorio e per risolvere le grandi crisi aziendali. Sto ponendo un interrogativo molto serio e chiaro, a cui chiedo una risposta a Luca Zaia ed Elisa De Berti. Voglio capire perché 61 milioni su 81 delle risorse dell’ultima Legge di Bilancio per le Olimpiadi andranno a una variante stradale molto lontana dai luoghi cruciali dei Giochi del 2026? Perché non andranno invece ad aree disagiate, come lo Zoldano, che rappresentano, però, una possibile via di uscita in caso di incidente lungo l’Alemagna?».
«Non accetto che si prenda in giro l’intelligenza dei veneti»
«Accetto poi ogni critica alla mia persona e ogni attacco personale falso – osserva -. Tuttavia, non accetto che si prenda in giro l’intelligenza dei veneti e degli amministratori locali. Chiedo solo le motivazioni di questa scelta e la sua funzionalità rispetto alle Olimpiadi. Lo chiedo con il massimo riguardo alle esigenze di ogni singolo territorio che sia bellunese o veronese».
La controrisposta dell’assessora De Berti
«Grave che un ministro debba chiedere, invece di già sapere»

«È grave che un ministro della Repubblica dica che vuole capire, perché dovrebbe già sapere. Se mi fa la telefonata che attendo da ieri tenterò di aiutarlo, a meno che qualche suo amico lo faccia al posto mio. D’Incà forse non festeggiò per farsi bello a Belluno – si chiede la De Berti – quando vincemmo la candidatura a favore di tutti i veneti, i lombardi, i trentini, gli altoatesini e tutta Italia, mentre il suo partito era furiosamente contrario? Un po’ di dignità, suvvia».
«Io guardo all’evento, lui soltanto nel suo orticello»
«Se avessi applicato la mentalità di d’Incà – incalza la De Berti – avrei potuto portare nel bellunese molto meno di quello che è arrivato e arriverà, cioè oltre un miliardo di euro. La differenza è che io lavoro guardando all’evento e a tutto il Veneto, lui, Ministro della Repubblica, sembra non riuscire ad andare oltre il proprio orticello».
«Resto basita – aggiunge la De Berti – dal fatto che il Ministro D’Incà non abbia capito la risposta che gli ho dato ieri, in cui ho spiegato nei minimi dettagli il perché della scelta».
«La SS12 è l’unico intervento realizzabile entro il 2025»
«Il Ministro non può fermarsi all’ultimo singolo stanziamento da 81 milioni. D’Incà deve considerare tutto il lavoro svolto nell’ultimo anno e mezzo. Anche Verona ha bisogno di stanziamenti per le opere di viabilità. I 61 milioni servono per migliorare l’accessibilità nelle città sedi di eventi olimpici. Tra l’altro è l’unico intervento in fase già di progetto definitivo e cantierabile e realizzabile entro il 2025. Sul Bellunese non avevamo altre opere di accesso a Cortina progettate da finanziare».

«800 milioni a Cortina e 61 a Verona. La proporzione è chiara»
«Siccome il commissario deve prendere in carico queste opere, il ministro dovrebbe destinare le sue energie affinché il commissario sia operativo quanto prima. Altrimenti nel Bellunese non vedremo neanche un’opera di viabilità. La proporzione parla chiaro: nei decreti sono stati stanziati oltre 800 milioni di euro per Cortina e solo 61 per Verona».
Il recap della vicenda
De Berti ricapitola quindi l’intera vicenda. «Le sedi olimpiche sono Cortina e Verona, come anche indicato nel sito ufficiale di Milano-Cortina 2026. Nel Bellunese era stata segnalata la variante di Longarone (costo: 270 milioni di euro) e quella di Cortina (costo di quasi 300 milioni, cui si aggiungono i venti milioni stanziati nella delibera portata in Giunta ieri)».
«Dieci milioni sono stati stanziati per il villaggio olimpico (ne mancano 38 per coprire l’importo totale di 48 milioni). 65 milioni sono stati già investiti per la pista da bob. Ci sono gli investimenti per gli impianti a fune pari a nove milioni e ci sono dieci milioni già stanziati per la riqualificazione del trampolino».
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