Migranti, Zaia: «I Cas sono stracolmi»

Oggi il Presidente del Veneto Luca Zaia ha rilasciato alcune dichiarazioni sul tema immigrazione, per quanto riguarda i grandi numeri dei flussi che l'Italia deve gestire in queste settimane. «Penso che ospitalità comunque vada di pari passo con il termine dignità» ha detto Zaia. «Con questi numeri la dignità non si riesce più a garantire.…

Oggi il Presidente del Veneto Luca Zaia ha rilasciato alcune dichiarazioni sul tema immigrazione, per quanto riguarda i grandi numeri dei flussi che l’Italia deve gestire in queste settimane.

«Penso che ospitalità comunque vada di pari passo con il termine dignità» ha detto Zaia. «Con questi numeri la dignità non si riesce più a garantire. Arriveranno oltre 200mila persone quest’anno in Italia e di queste 200mila sappiamo che solo l’8 per cento avrà riconoscimento dello status di rifugiato. Molti sono migranti economici».

I dati di oggi del Ministero dell’Interno dicono che dall’1 gennaio al 29 agosto 2023 sono arrivati in Italia 113’791 migranti. Nello stesso periodo nel 2021 erano stati 38’715 e nel 2022 erano stati 56’458.

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Continua Zaia: «Pensare a rimpatri con questi numeri è come pensare di svuotare il mare con un secchio. Visto e considerato che se fossero confermati questi numeri almeno 150mila persone dovrebbero essere accompagnate una ad una in un volo aereo, con le forze dell’ordine, per poi essere rispediti a casa. Quindi bisogna che l’Europa scenda in campo e che si risolva il problema».

Intanto l’Italia si deve prendere carico dei migranti arrivati. «Al momento noi – specifica Zaia – non abbiamo nessuna proposta per un CPR. Che è una struttura chiusa, si prende una caserma per metterci le persone che sono oggetto di rimpatrio obbligatorio. Al momento non c’è. Al momento abbiamo un grosso problema perché abbiamo fin troppi migranti e i nostri Cas, i nostri centri ospitalità sono stracolmi. E soprattutto ricordiamo che di questo passo noi non siamo in grado di garantire nulla».

«L’Europa dovrebbe prendersi in carico il problema, che non è un problema italiano, è un problema europeo. Lampedusa non è il confine d’Italia, è il confine dell’Europa. L’Europa non si sta occupando del più grave e grosso problema sociale che si trova ad avere oggi e che sarà e aumenterà all’ennesima potenza tra qualche anno».

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Le dichiarazioni di Zaia

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