Migranti, Sea Watch: «Non andremo in Libia»

salvini sea watch
Il leader della Lega e vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini durante un forum all'ANSA, Roma, 20 maggio 2019. ANSA / ETTORE FERRARI

«Tripoli non è porto sicuro, vergognoso che l’Italia promuova queste atrocità» dicono dalla nave.

«Tripoli non è un porto sicuro. Riportare coattivamente le persone soccorse in un Paese in guerra, farle imprigionare e torturare, è un crimine. È vergognoso che l’Italia promuova queste atrocità e che i governi Ue ne siano complici». Lo dice Sea Watch.

«Sea Watch non vuole portarli in Libia? Allora spieghi perché ha chiesto a Tripoli un porto sicuro. E perché, dopo la risposta positiva, ha atteso per ore davanti alla costa africana. Aveva il via libera allo sbarco, l’atteggiamento della Sea Watch sembra un vero e proprio sequestro di persona per motivi politici. Polemizza col Viminale sulla pelle degli immigrati». Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, replicando alla ong tedesca.