Migranti LGBT, sit-in di protesta in via dell’Artigliere. Il rettore: “L’incontro sarà riprogrammato”

Il rettore Nicola Sartor ha sospeso la giornata di studio sulle migrazioni e identità di genere, prevista in ateneo per il 25 maggio dopo il fuoco incrociato che aveva generato tra Lega e alcuni movimenti cattolici da un lato, dall’altro alcune espressioni della sinistra veronese. Il Circolo Arci/Arcigay Pianeta MIlk e il Circolo Pink di Verona hanno deciso di promuovere per oggi un sit-in alle 13 in via dell’Artigliere.

“Evidentemente queste intimidazioni hanno avuto l’esito sperato”, dichiara Laura Pesce Presidente del Circolo Arcigay veronese; la nota del Magnifico Rettore Nicola Sartor che motiva la decisione dichiarando che “l’evento è uscito dall’ambito scientifico per diventare terreno di contrasto e soprattutto di ricerca di visibilità per diversi attivisti di varia estrazione” e che ” l’Università non può prestarsi a strumentalizzazioni da parte di soggetti estranei al mondo scientifico che si scontrano su temi politicamente ed eticamente controversi come quelli delle migrazioni e dell’orientamento sessuale delle persone” appare un goffo tentativo di nascondere dietro alla strumentalizzazione la vera ragione dell’annullamento, e cioè la violenza della propaganda dell’estrema destra che a Verona dilaga, a quanto pare incontenibile.

Organizzato dal Dipartimento di Scienze Umane e dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona, con la partecipazione del Centro di Studi Politici Hannah Arendt e il Centro di ricerca PoliTeSse, in collaborazione con lo Sportello Migranti LGBT e Arcigay Pianeta Milk di Verona, l’evento si sarebbe dovuto svolgere il 25 maggio nella facoltà di giurisprudenza. Dopo la pubblicazione dell’iniziativa “RICHIEDENTI ASILO orientamento sessuale e identità di genere” sul sito dell’ateneo, erano scattate subito le prese di posizione contrarie della Lega e di alcuni movimenti cattolici; a difesa del convegno si erano schierate varie espressioni della sinistra veronese.

Ieri la decisione del rettore Sartor che in una nota scrive “Ho dovuto disporre la sospensione della giornata, rinviando l’approfondimento dei suoi contenuti scientifici a data da destinarsi. L’evento è uscito dall’ambito scientifico per diventare terreno di contrasto e soprattutto di ricerca di visibilità per diversi attivisti di varia estrazione. L’Università non può prestarsi a strumentalizzazioni da parte di soggetti estranei al mondo scientifico”. Questo non vuol dire censurare l’argomento, mette in guardia il rettore “D’altra parte all’Università spetta il compito di indagare, usando il metodo scientifico, anche i fenomeni demografici e sociali più attuali e controversi. Pertanto, ho incoraggiato i colleghi a proseguire i lavori di ricerca, nel rispetto delle libertà sancite dall’art. 33 della nostra Costituzione, dentro l’Ateneo e nella comunità scientifica”.

Prima dell’inizio della manifestazione di protesta per la sospensione della giornata di studio sulle migrazioni LGBTI “Richiedenti asilo. Orientamento sessuale e identità di genere”, il rettore Nicola Sartor e il prorettore Antonio Lupo hanno ricevuto, a Palazzo Giuliari, Gabriele Piazzoni Segretario Nazionale Arcigay e Laura Pesce presidentessa Arcigay Verona in rappresentanza dei manifestanti.

Il rettore ha ribadito le ragioni della sospensione della giornata di studio, assicurando che il convegno sarà riprogrammato, come già annunciato in nota stampa del 17 maggio.