Migranti in fuga, il viceprefetto: “chiedono la relocation”

Gli otto uomini che sabato notte sono partiti a piedi da Erbezzo in direzione Milano, sono di origine eritrea, e quindi godono del diritto di “relocation” in un altra città europea.

“Quello dei migranti non è un “no” ad Erbezzo, se ne sarebbero andati in ogni caso”. La risposta del viceprefetto di Verona Angelo Sidoti, sulla fuga dei migranti avvenuta sabato notte nel paese montano, è secca.

Bisogna scavare un po’ a fondo comunque per comprendere le motivazioni che hanno spinto questi otto uomini ad abbandonare la struttura dell’ex base Nato a Vaccamozzi. Sono partiti di notte, solo poche ore dopo il loro arrivo ad Erbezzo. Lì non ci volevano stare. Gli otto sono infatti di origine eritrea e, come i siriani e i centrafricani, hanno diritto alla cosiddetta relocation, e dunque ad una risistemazione in altri paesi europei. Con le coperte addosso, gli otto uomini sono stati notati alle prime luci dell’alba a Poiano, a oltre 30 km, e sono stati portati in Questura.

Ora quello che stanno cercando di fare le autorità è convincere queste persone a chiedere la protezione internazionale; in caso contrario, ovunque essi si trovino, rischiano di essere riportati a Verona e quindi ad Erbezzo.

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