Migranti, caso Fresco: la politica veronese si spacca in due

Si accendono le polemiche intorno al "caso Fresco" sulla presunta truffa di una società del patron della Virtus che opera nell'accoglienza dei migranti. Da una parte la dura condanna della destra, dall'altra l'invito della sinistra ad aspettare il termine delle indagini.

All’indomani del sequestro preventivo da 12 milioni di euro compiuto da parte della Guardia di Finanza di Verona nei confronti di una delle società guidate da Gigi Fresco, patron della Virtus Verona, nell’ambito dell’accoglienza dei migranti, arrivano le dichiarazioni del mondo politico scaligero. Dopo le dichiarazioni di ieri sera sulla presunta truffa aggravata di cui si sarebbe macchiata la società, da parte del sindaco Sboarina, che ha parlato di «reato odioso», i rappresentanti politici si sono spaccati a metà. Mentre da parte della destra veronese la condanna nei confronti di Fresco è stata immediata, la sinistra ha chiesto di aspettare prima di giudicare.

Dal canto suo, Gigi Fresco, che ha chiarito come l’oggetto dell’indagine da parte della Magistratura riguarda una società avulsa dalla squadra calcistica che milita in Serie C, ha dichiarato al Corriere di Verona che «abbiamo lavorato con la Prefettura prima e dopo quei bandi. Ci sono state tantissime ispezioni, andate a buon fine. Siamo convinti di aver agito regolarmente. Se ci sono state incongruenze nelle domande di partecipazione ai bandi, sono state fatte in buona fede».

Verona Domani: «Fresco? Stella cadente della galassia “tosiana”»

I consiglieri di Verona Domani, Marco Zandomeneghi, Thomas Laperna, Massimo Paci, Paolo Rossi e Roberto Simeoni, Anna Leso e Paola Bressan, hanno espresso la loro posizione in modo netto: «Rispetto alla notizia del giorno che vede indagato il presidente della virtus Luigi Fresco, plaudiamo al lavoro di indagine svolto dalla Guardia di Finanza e ai controlli della Prefettura. Impegno per la legalità che ha portato ai risultati di oggi. Ipotesi di reato gravissime, visto che stiamo parlando di soldi pubblici e ancor più se pensiamo che l’unico indagato è stato amministratore pubblico della nostra città negli anni passati. Presidente di circoscrizione per il centro sinistra e poi diventato uomo di punta di Tosi, tanto da essere candidato come capolista, della Lista Tosi, alle elezioni amministrative del 2017, per risultare poi il più votato del gruppo tosiano in Sesta Circoscrizione. Un’altra stella cadente della galassia dell’ex sindaco Tosi che deve fare i conti con pesantissime accuse da parte della magistratura».

FdI, Maschio: «Migranti gestiti da gente senza scrupoli»

«Un plauso a Prefettura e Forze dell’Ordine per le accurate attività sulla truffa alla Prefettura sui migranti. Se i reati presunti saranno confermati sarebbero doppiamente gravi e infamanti in quanto commessi sulla pelle dei più deboli e disperati. Fratelli d’Italia da anni denuncia il fallimento dell’intera gestione dell’immigrazione in Italia che spesso alimenta il business dei migranti da parte di gente senza scrupoli. Per questo ci preoccupa la politica degli sbarchi illimitati del Ministro Lamorgese. Ci aspettiamo una durissima presa di posizione dalla sinistra veronese, (e di chi altri ha sostenuto Gigi Fresco in questi anni) sempre pronta a moralizzare sugli altri. O forse a loro l’esportazione del “modello Riace” a Verona sta bene?

Flavio Tosi: «Sboarina tribuno arrogante. Alla Virtus serve garantismo»

«La gestione dei profughi creata a suo tempo dai Governi sinistra ha sempre fatto acqua da tutte le parti. Pensiamo ai 35 euro al giorno per immigrato e ad altre sconclusionate corbellerie. Ma questa è questione politica, con scelte sbagliate e da contestare. Altra cosa è la vicenda che riguarda la Virtus: qui si è ancora in fase d’indagine, non è nemmeno cominciato un processo e sappiamo che la Costituzione stabilisce la colpevolezza solo dopo tre gradi di giudizio. Eppure il Sindaco Sboarina, un tribuno più che un avvocato, ha già emesso con arroganza la sua sentenza» ha detto Flavio Tosi.

«La bussola del garantismo dovrebbe valere sempre e non a corrente alternata, in base alle affinità politiche o al grado di amicizia dell’indagato. Mentre il Sindaco e alcuni esponenti del centrodestra hanno già giudicato. Tra l’altro sentire Sboarina parlare di spreco di denaro pubblico per dei fatti ancora totalmente da chiarire, suona abbastanza strano e surreale. Proprio Sboarina che da Sindaco ha buttato via quasi mezzo milione di euro dei soldi dei veronesi per il licenziamento illegittimo dell’ex dg di AGEC Cristina Motta. E questo è uno spreco di denaro acclarato, certificato giudiziariamente, a differenza della vicenda della Virtus».

Verona e Sinistra in comune, Bertucco: «Destra “manettara”»

«È interessante che prima ancora che terminino le indagini della magistratura la destra veronese e la Lega in particolare parli di “esportazione del modello Riace” e di “business dell’accoglienza” dando per condannato Gigi Fresco» dice Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune.

«Una presa di posizione “manettara” giunta in tempo reale che sorprende chi, come il sottoscritto, attende ancora un loro commento alla condanna definitiva dell’ex vicesindaco Giacino o alla condanna in primo grado dell’ex presidente di Amia Andrea Miglioranzi. L’odio politico va nel senso di mettere in un unico calderone tutto ciò che è vicino o riferibile a Gigi Fresco, a partire dalla Virtus, il cui interesse per la città va ben oltre i meriti sportivi. Ma di tutto ciò alla destra pecoreccia nostrana poco interessa. Ad accertare le eventualità responsabilità ci penserà la magistratura, certo sorprende in negativo il sistema dei controlli che, se le accuse saranno confermate, avrebbe permesso a qualcuno di operare per anni in un settore tanto delicato come quello dell’accoglienza senza averne i titoli e i requisiti».

Partito Democratico: «La destra spara sentenze dalla poltrona»

«Che il sistema di gestione dei profughi e dei richiedenti asilo sia a dir poco inadeguato, lacunoso e potenzialmente criminogeno (come evidenziato dall’indagine romana su Mafia Capitale partita proprio dalla gestione dei campi profughi e costata un lunghissimo processo per corruzione al leader della destra sociale Gianni Alemanno) non lo scopriamo con la vicenda di Mimmo Lucano e nemmeno con quella di Gigi Fresco a Verona» spiegano dal PD il segretari provinciale Maurizio Facincani e quello cittadino Luigi Ugoli, insieme ai consiglieri comunali Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani.

«Sulle specifiche accuse deciderà ovviamente la magistratura, ma fin dalle prime ricostruzioni appare chiaro che soltanto un sistema fondato sull’eterna emergenza può far sì che una società sia destinataria di risorse pubbliche a fini solidaristici senza che nessuno ne verifichi i requisiti. Eppure l’immigrazione di massa dai Paesi poveri all’Italia risale almeno agli anni Ottanta. E se la situazione della gestione del sistema dell’accoglienza è ancora tale a distanza di decenni, le responsabilità politiche hanno nomi e cognomi: si chiamano Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, che sulla cattiva gestione del fenomeno immigratorio hanno politicamente prosperato lucrando voti seminando il pericolo dell’invasione e soffiando sul fuoco del disagio sociale».

«Al di là di proclami populisti come “i blocchi navali” o altre amenità simili, i vari Salvini e Meloni, assieme ai loro epigoni locali (Maschio, Peternoster, Tosato, lo stesso Sboarina) non hanno mai contribuito a risolvere neanche mezzo problema limitandosi a negare un fenomeno che è di portata mondiale e globale. Chi non fa non sbaglia mai, e con questo faranno i conti con la propria coscienza, ma è inaccettabile che questi professionisti dell’allarmismo sociale, che per di più vestono i panni di Sindaco o di “onorevoli” rappresentanti della Repubblica Italiana, vengano a spargere dubbi sull’intero settore dell’accoglienza e della solidarietà o su una società come la Virtus che ha dato tanto al quartiere e al territorio, non solo in termini sportivi, nella quale operano molte persone spesso a livello di puro volontariato. Anche se dovessero essere dimostrati comportamenti illeciti in questo caso, non può essere messo in dubbio il valore dell’accoglienza e del sostegno. E non possiamo denigrare tutto un mondo che lavora bene e fa onore al nostro territorio veronese».

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