Michele Cossato: «Vorrei tornare a vedere Verona sicura e in ordine»

Michele Cossato, candidato con Tosi C’è, si racconta ai nostri microfoni, dalla sua fiducia a Flavio Tosi al sogno di una città ordinata, sicura e pulita. Il suo è un volto noto nel mondo del calcio, ma nella politica si è avvicinato per la prima volta proprio in quest’occasione, giusto? Sì. Sono da sempre appassionato…

Michele Cossato, candidato con Tosi C’è, si racconta ai nostri microfoni, dalla sua fiducia a Flavio Tosi al sogno di una città ordinata, sicura e pulita.

Il suo è un volto noto nel mondo del calcio, ma nella politica si è avvicinato per la prima volta proprio in quest’occasione, giusto?

Sì. Sono da sempre appassionato di politica, e quando Flavio Tosi mi ha chiesto di appoggiarlo e dargli una mano ho accettato. Mi ricordo il suo mandato e ricordo positivamente come aveva lasciato la città; mi piacerebbe rivivere quella Verona.

So che uno dei punti che le sta più a cuore è quello della sicurezza…

Sì. Avendo due figlie, e avendo vissuto gli ultimi tre anni in centro città, ho visto una Verona che è cambiata. La stazione non è un luogo sicuro, e non mi piace vedere la mia città ridotta così. Tosi vuole ritornare alla città di una volta, a quell’ordine che aveva creato con il suo mandato. E io sono d’accordo.

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Inconsapevolmente lei un po’ di politica l’ha già fatta, prendendo una posizione piuttosto netta riguardo alcune questioni riguardanti la città…

Senza far nomi, prendo le difese della città quando possibile. Non mi piace quando viene accusata, soprattutto quando si accusa la tifoseria di Verona. Mi sento un uomo libero di dire quello che penso, forse ho usato dei termini un po’ coloriti, certo. Ho deciso io cosa fare e cosa dire, e questo mi rende soddisfatto.

Lei è amatissimo nel mondo del calcio. Sono passati 21 anni da quel 24 giugno 2001, e da quel gol che salvò il Verona. Per tutti è come se fosse successo ieri.

Se ci ripenso ho ancora la pelle d’oca. Mi sembra sia successo ieri, e ammetto di essere stato fortunato. Ho sempre cercato di dare il massimo in quello che faccio, soprattutto per la mia squadra. Penso di essermi meritato quel gol e quella grande soddisfazione. Dopo 21 anni ancora vengo fermato dalla gente a Verona, ed è giusto così, vuol dire che ho lasciato un segnale positivo.

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Lei ha giocato anche nel Chievo Verona, una fine un po’ ingloriosa per questo club. Cosa ne pensa?

Mi dispiace molto. Non so cosa sia successo; da sportivo ed ex calciatore, vedere il Chievo così mi rende triste e senza parole. È successo tutto in fretta e senza aver modo di rendersene conto davvero. Però vedo che ora Pellissier sta facendo un grande lavoro per ripartire. Non sarà facile, magari, ma è sicuramente un nobile obiettivo.

Le manca il mondo del calcio?

Mi manca. Lo seguo ancora, ma adesso sto aiutando i ragazzini della società sportiva di Caprino. Sono tutti praticamente miei figli, e sono tanto contento di lavorare con loro. È un altro calcio, più genuino e divertente. Tra l’altro loro sanno chi è Michele Cossato grazie ai loro genitori, e quindi a volte mi vengono a chiedere dei miei gol e questo mi rende tanto soddisfatto.

C’è qualche soddisfazione che ricorda con particolare piacere?

Per me la soddisfazione più grande è avere la stima dei veronesi. Per esempio, qualche volta a settimana aiuto un amico con il suo bagno a Garda e la gente ancora mi ferma e mi chiede una foto. Questo per me è la cosa più bella. Sono stato fortunato, sono sempre andato d’accordo con tutti, ma resta una grande soddisfazione. Prima di essere un calciatore, io sono Michele.

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