Medico distrettuale, CGIL: «Servono rinforzi anche nei Distretti 1 e 2»

Spi Cgil Verona manifesta soddisfazione sullo sviluppo dei medici distrettuali, ma evidenzia l'urgenza di rinforzi anche nei Distretti 1 e 2 (rispettivamente ex Ulss 20 e Distretto dell’Est Veronese). Sottolinea inoltre che al bando di settembre di Azienda Zero hanno risposto, a livello regionale, soltanto venti medici di base.

Presentazione Servizio Medico Distrettuale
Il Direttore Generale dell’ULSS 9 Scaligera, Dott. Pietro Girardi, espone il nuovo servizio del "medico distrettuale"

Medico distrettuale, CGIL: «Servono rinforzi anche nei Distretti 1 e 2»

«Il raggiunto accordo tra i Sindaci del territorio afferenti ai Distretti socio sanitari 3 e 4 (ex Ulss 21 di Legagno ed ex Ulss 22 di Bussolengo), l’Ulss 9 Scaligera, il Sindacato dei Medici di Famiglia Fimmg e i medici di continuità assistenziale che si sono resi disponibili ad assistere i pazienti nell’ambito del nuovo servizio di “guardia medica diurna” (ora denominato Servizio Medico Distrettuale), rappresenta una buona notizia». È quanto afferma la CGIL in una nota. 

Aggiunge: «In questo modo, infatti, si concretizza la possibilità di impiegare le ex guardie mediche nel tamponare l’emorragia di medici di base, un’opportunità resa possibile l’agosto scorso da un emendamento al Decreto Semplificazioni. Una soluzione che come Spi Cgil Verona avevamo da subito indicato come più efficace rispetto al semplice innalzamento del tetto degli assistiti fino ad allora sperimentato dalla Regione Veneto, seppure non sfuggano le criticità relative al decentramento delle sedi in cui i Medici Distrettuali si troveranno ad operare. Nel contempo, auspichiamo e chiediamo che il medesimo percorso possa essere compiuto anche per quanto riguarda i Distretti 1 e 2 (rispettivamente ex Ulss 20 e Distretto dell’Est Veronese) dove la carenza di medici di base non appare meno grave». 

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I dati

Il Distretto 2

Il sindacato informa che «ad agosto 2022 il Distretto 2 contava ben 47 zone carenti su un totale di 146 a livello provinciale. Numerosi gli elementi di criticità a Verona Sud, che è parte dell’Ambito 6 del Distretto 2, dove la programmazione regionale, tra l’altro, non prevede nemmeno la creazione di una Casa della Comunità». 

Il Distretto 1

Prosegue: «Nel Distretto 1 le zone carenti sono “solo” 18 ma concentrate in punti specifici: una in Lessina, che in quanto zona montana sappiamo essere difficile da coprire; otto nell’ambito delle Circoscrizioni 1, 2 e 3 del Comune di Verona, e ben nove zone carenti nell’ambito delle Circoscrizioni 6 e 7 (il quartiere di Porto San Pancrazio è ancora carente), Lavagno e San Martino Buon Albergo».

Il bando di settembre

«Tale condizione non appare destinata a migliorare nemmeno con la nuova tornata di assegnazioni che Azienda Zero sta eseguendo a conclusione del bando di settembre per il reclutamento di nuovi medici di base. Come attesta la Delibera di Azienda Zero del 12 Settembre, al bando hanno risposto, a livello regionale, soltanto 20 medici di base, di cui 2 provenienti da fuori regione e 18 medici diplomati. Di questi soltanto 6 (di cui un trasferimento da altra Regione) risultano aver fatto domanda per lavorare in uno degli Ambiti dell’Ulss9. Il che potrebbe far calare da 146 a 140 il numero delle zone carenti nella provincia di Verona. Ma i calcoli esatti e definitivi verranno svolti da Azienda Zero con l’aggiornamento del documento relativo alle “Zone rimaste carenti”, che stiamo attendendo». 

«Appare quindi necessario che i Sindaci del Capoluogo e dell’Est Veronese si mobilitino per arrivare a una soluzione simile a quella già adottata nei distretti della Pianura e dell’Ovest veronese. E che si riprendano gli incentivi alle aggregazioni dei medici di base in medicine di gruppo. Anche in questo compito i Comuni possono svolgere un ruolo prezioso cominciando col mettere a disposizione spazi per gli ambulatori delle aggregazioni mediche», conclude CGIL. 

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