Medici di famiglia, sindacati in Comune a Verona per esporre le difficoltà
Sul tavolo le difficoltà che alcuni quartieri e fasce di popolazione della città potrebbero presto riscontrare. I rappresentanti delle sigle sindacali mediche Fimmg, Fismu, Smi e Snami hanno incontrato il sindaco per esporre le preoccupazioni della categoria, legate soprattutto alla carenza di organico per i pensionamenti e alla scarsità di spazi per gli ambulatori.
Due problematiche che toccano da vicino i veronesi e che, per questo, sono state illustrate al primo cittadino nel suo ruolo di responsabile della salute pubblica. A preoccupare, anche, l’assistenza degli ultra ottantenni, sempre più numerosi e bisognosi di essere seguiti da vicino, anche in collaborazione con le strutture comunali dei Servizi sociali. Presente anche l’assessore competente.
Un confronto finalizzato a far conoscere a chi amministra la città le priorità della categoria, per allargare il tavolo di dialogo. Anche alla luce dei cambiamenti della società: invecchiamento della popolazione, bisogno di ambienti più sani e di stili di vita corretti, aumento dei costi.
«L’esperienza della pandemia mi ha fatto toccare con mano l’importanza della medicina territoriale e di prossimità – ha detto il sindaco Federico Sboarina -. I medici di medicina generale sono stati fondamentali, il primo presidio sanitario a contatto con i cittadini. La competenza in materia sanitaria è della Regione e dal 2020 ad oggi la collaborazione con Ulss 9, Azienda Ospedaliera e Regione è stata costante e proficua».
«Proprio perché ne conosco l’importanza e la capacità, penso che sia importante trasferire ai decisori regionali le questioni territoriali attraverso una figura delegata che faccia da ponte di collegamento tra la città e la sanità. Ringrazio i rappresentanti delle sigle sindacali per avermi voluto coinvolgere, i loro pazienti sono i miei concittadini. Infatti sono stato coinvolto anche nel problema del medico di base a Porto San Pancrazio perché il Comune è il primo referente per le preoccupazioni dei quartieri. Anche in questo ambito, come in tanti altri, la collaborazione e la rete sono sempre utili».
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