Maratona di trapianti di fegato a Verona: tre fra 24 e 27 luglio

Redazione

| 06/08/2025
La serie di trapianti al Polo Confortini di Borgo Trento grazie alla macchina che tiene in vita l’organo per 20 ore fuori dal corpo.

Tre trapianti fegato consecutivi eseguiti in soli quattro giorni, tra giovedì 24 domenica 27 luglio, per un totale di 48 ore di sala operatoria. La maratona al Polo Confortini dell’Ospedale di Verona Borgo Trento è stata possibile anche grazie a una macchina di perfusione di ultima generazione, in grado di mantenere in vita l’organo in condizioni extracorporee, in questo caso per oltre 20 ore.

Gli interventi sono stati effettuati con successo dall’équipe dell’Unità semplice dipartimentale Trapianti Epatici, diretta dal dottor Amedeo Carraro. Determinante è stata la coordinazione dell’équipe chirurgica con quella anestesiologica e del personale infermieristico per la sovrapposizione degli interventi.

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Fegato per un totale di 25 ore in ambiente extracorporeo. Tra i tre trapianti realizzati, uno in particolare si distingue per le sue caratteristiche eccezionali: l’organo è rimasto fuori dal corpo per quasi 25 ore totali prima che l’équipe trapiantologica concludesse l’intervento. L’integrità e la funzionalità dell’organo sono state mantenute grazie alla tecnologia delle nuove macchine di perfusione, recentemente disponibili in Aoui e per la quale era già stata fatta la necessaria formazione. Si tratta di una tecnologia all’avanguardia, attualmente presente in poche realtà Italiane, che consente la costante perfusione ematica in normotermia dell’organo. In questo caso l’organo è stato mantenuto vitale per oltre 20 ore in macchina.

I primi due trapianti sono stati effettuati nell’arco di 30 ore, richiedendo la presenza continuativa dell’équipe in sala operatoria per tutto il tempo. Il terzo trapianto si è invece svolto regolarmente nella notte tra sabato e domenica.

I pazienti. Ad essere sottoposti a trapianto sono stati due uomini e una donna, di età intorno ai 60 anni. Il decorso post operatorio sta andando bene.

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Usd trapianti epatici in Aoui. Il Centro Trapianti Epatici del Polo Confortini di Borgo Trento oltre al dottor Carraro ha un’équipe composta dai chirurghi Alex Borin,  Luca Bortolasi, Claudio Bosio, Carolina Bronzoni e Andreas Diamantis. L’unità si dedica in particolare al trapianto di fegato dei pazienti con malattia epatica terminale, quale la cirrosi, e di tutte le patologie per le quali vi sia indicazione di carattere trapiantologico. È inoltre presente una attività di chirurgia epatobiliare con finalità trapiantologiche. Segue il paziente in tutto l’iter, che va dalla diagnostica al post operatorio in collaborazione con i medici epatologi.

Commenta il dottor Carraro: «Ad oggi tutti i pazienti sono in buone condizioni cliniche con ripresa funzionale dell’organo. Grazie ad un lavoro coordinato con gli anestesisti e gli infermieri, le nuove tecnologie hanno offerto un eccellente supporto nelle dinamiche di gestione trapiantologica. Le macchine da perfusione per lunghi periodi di preservazione d’organo, disponibili in pochi centri italiani tra cui il nostro, sono sistemi complessi ma molto performanti per una nuova visione nel ricondizionamento del fegato».

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Il plauso della politica

Sul tema è intervenuto il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana: «Desidero rivolgere le mie congratulazioni al dottor Amedeo Carraro e a tutta l’equipe del Polo Confortini di Verona, per aver affrontato con successo tre trapianti di fegato consecutivi in pochi giorni, per un totale di 48 ore di sala operatoria. Un risultato di grande valore e di grande impegno, che testimonia la qualità degli interventi e l’alta professionalità, supportata da strumentazioni all’avanguardia. Un pensiero di augurio e vicinanza va ai pazienti».

«Bravi, coraggiosi, tecnicamente aggiornatissimi, questi clinici veronesi sono lo specchio di una sanità veneta che continua a raggiungere nuovi traguardi» ha commentato il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

«Tutto questo – aggiunge Zaia – è stato reso possibile anche da una straordinaria macchina, che Verona e pochi altri hanno in Italia, capace di tenere in vita l’organo fuori dal corpo per almeno 20 ore. Potrebbe essere fantascienza, non molti anni fa lo sarebbe stata, ma oggi è realtà, che saluto con soddisfazione e gratitudine per i medici scaligeri e con la convinzione che come Regione abbiamo fatto bene a dedicare ogni anno decine e decine di milioni di euro per il continuo ammodernamento dei macchinari».

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