Maltratta la moglie e la fa fuggire di casa, arrestato 36enne
Nel pomeriggio di ieri, giovedì 22 luglio, la Squadra Mobile di Verona ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, in sostituzione di quella dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento emessa dal GIP presso il Tribunale di Verona Carola Musio, a carico di un 36enne residente a Verona, già ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia, lesioni e violenza privata nei confronti della moglie. Il Pubblico Ministero presso la locale Procura della Repubblica Silvia Facciotti aveva richiesto ed ottenuto dal GIP il 20 luglio scorso la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa nei suoi confronti.
Dall’attività d’indagine era emerso che l’uomo maltrattava costantemente la moglie, sottoponendola a continue vessazioni e ad un insostenibile regime di vita familiare così da provocarle uno stato di sofferenza fisica e morale tale da spingerla a fuggire con i figli dalla propria abitazione.
Il 36enne, quasi sempre sotto l’effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti, ossessionato da un’ingiustificata gelosia, la offendeva, la umiliava, le mostrava video pornografici accusandola di esserne la protagonista e li inviava ai suoi parenti ribadendo che si trattava di lei, la minacciava di morte. La costringeva inoltre ad assecondare incessanti pretese sessuali, l’aggrediva fisicamente minacciandola con un coltello, alla presenza dei figli minori di uno e tre anni.
Inoltre, stringendo le mani al collo della moglie, nel tentativo si strozzarla, le causava una tumefazione e alcuni graffi sul collo. Infine, nel corso di una violenta lite con la donna, ha minacciato di morte suo nipote, intervenuto per difenderla, puntandogli contro un coltello e così costringendolo ad andarsene.
Tuttavia, nonostante l’uomo sia stato da pochi giorni allontanato da casa con l’assoluto divieto di farvi rientro e di avvicinarsi alla moglie ed ai figli, il 21 luglio prima le inviava diversi messaggi dal tono minaccioso e, successivamente, si recava presso l’abitazione, distruggendo in uno stato d’ira i mobili e le suppellettili. L’uomo, di nazionalità marocchina, è stato arrestato e portato in carcere a Montorio.
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