Maltempo, continua la girandola di opinioni politiche

In seguito al violento nubifragio che ha colpito la città di Verona, continuano le voci della politica che hanno detto la loro su questo drammatico evento, senza risparmiare in alcuni casi critiche all'amministrazione comunale per la gestione delle infrastrutture fognarie cittadine.

A seguito del violento temporale che ha colpito la città nel pomeriggio di domenica 23 agosto, le voci della politica continuano ad esprimere la loro opinione.

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Flavio Tosi: «Evento mostruoso ed inevitabile, ma mancano prevenzione e manutenzione»

«Gli eventi naturali – dichiara il consigliere comunale Flavio Tosi – non si possono controllare e il nubifragio è stato violentissimo e terribile, ma si dovrebbe lavorare per limitare i danni: nei mesi scorsi si doveva provvedere alla manutenzione e alla prevenzione, mi riferisco alla pulizia delle caditoie e alla potatura delle piante più volte sollecitate dal sottoscritto e dal mio gruppo politico».

Il consigliere comunale Flavio Tosi.

Tosi spiega: «Verona è in ginocchio, cittadini, famiglie, commercianti. Da parte mia c’è e ci sarà tutta l’attenzione istituzionale per aiutare i veronesi».

Il consigliere afferma di aver più volte segnalato al sindaco Sboarina «tombini e caditoie intasate in punti critici»: «L’ultima volta, il 6 agosto, mi è stato risposto da Amia che gli interventi di pulizia erano programmati con l’ordinaria rotazione. Ma quando sei in pericolo e sei appena stato scottato – prosegue il consigliere – dovresti rimodulare la rotazione degli interventi e metterli come prioritari e straordinari».

E conclude: «Guarda caso oggi molte di quelle caditoie si trovano nei punti dove c’è stato l’allagamento di domenica, tra Veronetta e Lungadige Sant’Alessio. E nella galleria di via Volta, che è in discesa da borgo Venezia a Veronetta, le caditoie sono tutte intasate, è ovvio poi che l’acqua si riversi a Veronetta»

«Avevo sollecitato Amia anche alla potatura delle piante e alla gestione del verde – continua Tosi – ma anche sul quel versante il Sindaco si è dimostrato pigro e inefficiente. La solidarietà e l’unione della comunità sono valori in questi frangenti più che mai fondamentali, altra cosa sono le lacune amministrative e politiche. Da Sboarina c’è totale latitanza, che non si può tacere».  

Diego Zardini: «Reazione dei veronesi motivo di grande orgoglio»

Diego Zardini, deputato veronese, dichiara: «Verona è stata colpita durissimamente da una bomba d’acqua mai vista prima per velocità e intensità. Alla grandine e all’acqua si è aggiunta la forza del vento che ha sradicato alberi, scoperchiato tetti, creato danni ovunque. Ci sarà senz’altro tempo e modo – continua Zardini – di analizzare le cause e le responsabilità di una città da sempre tanto esposta agli eventi climatici estremi e tuttavia ancora tanto poco attrezzata ad affrontarli».

Diego Zardini
Il deputato Diego Zardini.

Il deputato si rivolge dunque alle tante persone che hanno subito danni e ai numerosi veronesi che si sono mobilitati per riportare la situazione alla normalità, con quella che ha definito «una reazione immediata e spontanea»: «Oggi mi sento solo di stringere in un forte abbraccio chi ha subito danni, chi ha passato la notte a tentare di arginare la furia degli elementi, chi si è svegliato di buonora per ripulire casa, il negozio, la strada. Questa reazione immediata e spontanea dei veronesi è motivo di grande orgoglio. Da ieri siamo tutti lavorando senza sosta, spazzando, pulendo, spostando rami ed alberi per far tornare la nostra città più bella di prima».

«Il maltempo e le cosiddette bombe d’acqua sono ormai diventate una costante delle estati italiane, soprattutto al nord. Non si può più parlare di casi isolati e sporadici e non ci si può più far trovare impreparati perché pur nell’imprevedibilità del “quando accadrà” viviamo nell’amara certezza che prima o poi succederà».

Daniela Sbrollini: «Servono fatti e non parole per gestire la situazione in Veneto»

A intervenire sul tema anche Daniela Sbrollini, candidata alle elezioni regionali per Italia Viva, PSI, PRI e Civica per il Veneto.

«Di fronte ad un clima che sempre più frequentemente ci presenta il conto della nostra disattenzione e disinteresse nei confronti dell’ambiente, sappiamo di dover dare delle risposte sotto forma di azioni, più che di parole».

La candidata Daniela Sbrollini.

«Quanto successo a Verona non è purtroppo una novità perché solo il mese scorso, sempre nella città scaligera, si registrava un livello d’acqua così alto da trasformare Porta Borsari in una sorta di Laguna di Venezia». Il riferimento è al nubifragio che il 13 luglio aveva allagato le vie del centro cittadino.

La candidata si domanda se sarebbe stato possibile fare di più se i fondi destinati a queste opere fossero stati maggiori, riflettendo in particolare sui risultati di un’indagine condotta e pubblicata dalla Corte dei Conti lo scorso 31 Ottobre 2019.

«La Corte – continua Sbrollini – stima sia stato speso solo il 19,9% dei 100 milioni di euro in dotazione al fondo progettazione contro il dissesto 2016-2018 e questo perché il sistema è inefficiente, i tempi per l’approvazione dei progetti sono lunghi e le procedure di messa in gara dei lavori estremamente complesse. Senza considerare la poca comunicazione tra Stato e Regioni».

Commenta dunque la decisione del presidente Zaia: «Ha firmato lo stato di crisi per la città e per altri comuni del veronese altrettanto danneggiati dal maltempo, cosa sacrosanta considerati gli ingenti danni di cui si potrà avere una stima più precisa solo nelle prossime ore.

Bisogna però prendere consapevolezza del fatto che non si può continuare ad applicare toppe lì dove invece è necessario un intervento risolutivo del problema.

Lo si deve ai cittadini, alla bellissima città che è Verona e a tutti quei turisti che rischiano di essere privati di bellezze dal valore inestimabile se la città continuasse ad essere colpita così duramente da eventi atmosferici di questo calibro» continua la Sbrollini.

«Alcuni filmati e foto che ritraevano Verona, sommersa da acqua, grandine e melma, fanno male al cuore ma fa ancora più male sapere che non è stata la prima volta e che se non si interviene seriamente succederà ancora.

All’indomani di quanto accaduto sembra naturale cercare un responsabile a cui attribuire la colpa, ma a prescindere da qualsiasi negligenza dobbiamo guardare alla realtà di una situazione che va risolta e non tamponata. Basta parole, servono i fatti. È inutile elencare, – prosegue la candidata – come ha fatto Zaia in conferenza stampa in comune a Verona, i disastri ambientali che ha subito il Veneto in questi anni, dall’acqua granda di Venezia, alla tromba d’aria della Riviera del Brenta fino all’episodio di Verona. Bisogna governare, nel vero senso della parola, il fenomeno, spendere risorse e realizzare studi appositi».

Sbrollini si rivolge dunque «ai cittadini colpiti, alle attività commerciali»: a loro, dichiara, «va tutta la mia solidarietà e ammirazione per come stanno affrontando con il consueto impegno e determinazione i danni del maltempo. Una resilienza ammirevole. Anche e ancor più nella mia veste di senatrice mi impegnerò personalmente con il Governo affinché sia varato un aiuto di tipo economico per la città e la sua provincia: i veronesi non saranno lasciati soli».

Anna Maria Bigon: «Serve un Piano Marshall contro il dissesto idrogeologico»

Contro le dichiarazioni di Zaia sul problema del dissesto idrogeologico del Veneto interviene Anna Maria Bigon, consigliera del Partito Democratico e candidata alle Regionali del 20-21 settembre. «Zaia dice che Verona va aiutata? Bene, cominci la Regione a darsi da fare, anzitutto smettendo di negare i cambiamenti climatici, adottando invece politiche necessarie a contenerne l’impatto e invertire la rotta. Visto che questi episodi si ripetono con frequenza allarmante e danni ingenti, crediamo sia indispensabile un Piano Marshall regionale contro il dissesto idrogeologico».

La consigliera Anna Maria Bigon. Foto del profilo Twitter.

«I cambiamenti climatici – continua la deputata – sono una realtà con cui fare i seriamente conti; parlare di eventi eccezionali serve solo a scrollarsi di dosso ogni responsabilità.

Per anni la Giunta Zaia e la maggioranza leghista hanno negato tutto, deridendo i giovani che scendevano in piazza con Greta. Peccato che le conseguenze le paghino poi i cittadini, che non hanno alcuna colpa. Noi continuiamo a ritenere indispensabile un piano straordinario per la riduzione delle emissioni climalteranti e un cambio di rotta vero sul consumo di suolo, visto che il Veneto e Verona sono in vetta alla classifica».

«Occorre poi investire – dichiara ancora Bigon – in prevenzione e messa in sicurezza del territorio, facendo una regolare manutenzione dei corsi d’acqua e la pulizia di fossi e tombini».

Chiama infine in causa anche l’amministrazione comunale: «Ogni volta che accade un evento atmosferico eccezionale, troppe zone finiscono regolarmente sott’acqua: da Veronetta a Porta Borsari, o ancora Ponte Crencano o il sottopasso per Porto San Pancrazio. Alcuni lavori non sono mai stati effettuati, altri sono stati fatti male, spendendo oltretutto un sacco di soldi a testimonianza dell’incapacità di amministrare anche l’ordinario», attacca ancora la candidata dem.

La deputata conclude le sue dichiarazioni soffermandosi sul caso dell’ospedale di Borgo Trento: «Siamo di fronte a un dramma nel dramma: una struttura moderna, ristrutturata appena 10 anni fa che si allaga con un temporale e nonostante un doppio intervento di manutenzione. Qualcuno dovrà risponderne».

Giandomenico Allegri: «Necessarie assunzione di responsabilità collettiva e urgenti contromisure»

Giandomenico Allegri, esponente del Partito Democratico e candidato alle prossime elezioni regionali, dichiara quanto segue: «Esprimo solidarietà e vicinanza ai territori colpiti ieri dall’eccezionale evento atmosferico che si è abbattuto su Verona e provincia, con gravi danni per i cittadini e anche per la nostra agricoltura».

Giandomenico Allegri, esponente del PD.

«Quanto accaduto – sottolinea Allegri – mostra eventi temporaleschi sempre più violenti, segno evidente di un cambiamento climatico in atto, che non si può ignorare. È chiaro – aggiunge – che c’è bisogno di un’assunzione di responsabilità collettiva sociale e ambientale e di urgenti contromisure, come indicato anche di recente dal Piano Europeo New Green Deal, dove si prevedono specifici investimenti tecnologici e finanziari per la riduzione delle emissioni contro il riscaldamento globale».

Per quanto riguarda soluzioni e interventi, Allegri sottolinea che, «oltre alla necessità di un’azione più responsabile di corretta pianificazione urbanistica contro la cementificazione selvaggia, gli eventi meteorologici violenti di questi anni mostrano che occorre al più presto potenziare le reti di raccolta e smaltimento delle acque bianche o meteoriche».

Allegri conclude riaffermando che la gestione delle acque meteoriche non può più essere lasciata a carico dei Comuni, senza risorse specifiche per affrontare questi eventi, ma «deve essere portata all’interno del ciclo idrico integrato e far capo quindi ai gestori che già coordinano gli interventi per acqua potabile, depurazione, fognatura».

Francesca Businarolo: «Ora lavoro di squadra, si punti su prevenzione»

Interviene anche Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle. «Le immagini che si sono viste a Verona e provincia spingono in una sola direzione: quella della cooperazione a tutti i livelli per far fronte ai danni e per evitare che si ripetano».

Francesca Businarolo, del M5S.

La deputata esprime la propria vicinanza a tutti gli attori coinvolti: «Alle persone colpite dai danni va tutta la mia vicinanza e solidarietà, così come alle autorità cittadine, impegnate nell’intervento d’emergenza. L’evento di ieri – conclude Businarolo – è senza dubbio eccezionale per tipologia e violenza, ma purtroppo è l’ultimo di una lunga serie che si è accanita contro le stesse zone».

«C’è da chiedersi – riflette infine Businarolo – quanto incida, la cementificazione, anche recente, dell’area delle colline veronesi e la manutenzione della rete fognaria e delle caditoie, specialmente a Veronetta. Si rende sempre più urgente, infine, un piano per la messa in sicurezza del reticolo idrografico minore, già chiesto a gran voce dagli addetti ai lavori».

Massimo Giorgetti: «Meno burocrazia e procedure semplificate per riparare i danni»

«Meno burocrazia e procedure semplificate per riparare i danni da maltempo nei Comuni veronesi messi in ginocchio dal nubifragio». Questa la proposta di Massimo Giorgetti, di Fratelli d’Italia, vicepresidente del consiglio regionale del Veneto, per far fronte ai danni causati dal maltempo della giornata di domenica.

Il vicepresidente del consiglio regionale del Veneto Massimo Giorgetti.

Il vicepresidente è intervenuto a margine della conferenza stampa del governatore Luca Zaia, proponendo di escludere temporaneamente la necessità di particolari adempimenti procedurali, in considerazione del fatto che sono innumerevoli le strutture pubbliche e private ad aver riportato danni. «Ringrazio il presidente Zaia – dichiara il consigliere veronese – per aver messo in moto la macchina in maniera rapida, decretando lo stato d’emergenza per Verona e gli altri Comuni veronesi colpiti».

E prosegue: «Eventi eccezionali richiedono misure eccezionali e lo snellimento delle procedure aiuterebbe a predisporre nel più breve tempo possibile un piano degli interventi urgenti. Tra quelli che dovrebbero interessare la città di Verona ci sono senz’altro il completo rifacimento della rete fognaria delle zone a rischio e la manutenzione massiccia di tombini e caditoie. È inaccettabile che dopo pochi minuti di pioggia, seppure intensa, Verona venga sommessa». Giorgetti conclude esprimendo vicinanza «alla popolazione e alle imprese danneggiati dal maltempo».

Movimento Volt Verona: «Siamo a disposizione dei cittadini»

Così il movimento Volt Verona: «Di fronte a sciagure collettive come quella che ha colpito Verona, la politica deve riflettere su cosa vada migliorato nella gestione del territorio, ma prima ancora deve esprimere tutto il suo senso di utilità concreta».

Il candidato Davide Cremoni. Foto del profilo Linkedin.

Davide Cremoni, candidato per +VENETO in EUROPA a Verona, e Alessandro Zanolli, nuovo coordinatore locale, dichiarano: «Noi di Volt ci distinguiamo per il gran numero di attivisti giovani, abituati a intervenire con slancio e spirito solidale. Per questo ci mettiamo a disposizione delle strutture di protezione civile affinché aiutare i cittadini veronesi in difficoltà. Non abbiamo perso tempo e abbiamo subito raccolto le disponibilità e organizzato una squadra di volontari».

«Proposte politiche e amministrative davvero efficaci» – continua Cremoni – potranno avvenire «solo rimboccandosi le maniche e vivendo la realtà», nella quale si realizza «l’alto senso della politica».

Potere al Popolo!: «Sboarina e la sua giunta devono dimettersi»

Di fronte al nubifragio di domenica 23 agosto, che definiscono «un disastro di proporzioni inaudite», tra allagamenti, crolli, più di 500 alberi distrutti, il giardino Giusti devastato, Potere al Popolo! chiede le dimissioni del sindaco Sboarina e della sua Giunta, che «si difendono parlando di imprevedibilità ed eccezionalità del fenomeno e si auto-assolvono da qualsiasi responsabilità».

«Quello successo domenica – aggiunge il partito – è stato il quarto evento simile in pochi mesi. Tutte le volte ad essere colpita è stata la parte est della città: Veronetta, Borgo Venezia, via XX Settembre, San Nazaro, lungadige porta Vittoria. Oltre ai portoni Borsari di cui  proprio il sindaco aveva vantato i lavori e la messa in sicurezza salvo essere impietosamente smentito dai fatti. I danni sono stati ovunque: ma in questi mesi l’amministrazione che cosa ha fatto? Assolutamente nulla», è l’accusa di Potere al Popolo! contro la Giunta comunale.

E prosegue: «L’attività di ordinaria amministrazione e di ripulitura del sistema fognario è stata poca e malfatta, la cura per il verde pubblico inesistente, l’allarme per i cambiamenti climatici addirittura ridicolizzato e contrastato».

«Un passo avanti – afferma Potere al Popolo! – si potrà fare quando “sicurezza” vorrà dire cura e manutenzione del territorio, corretta gestione idro geologica, stop al consumo di suolo, alle grandi opere, alle opere inutili per i cittadini».

«Ma la situazione della città è grave anche per le condizioni delle aziende partecipate. Agsm è senza presidente dopo lo scontro sul mancato allargamento alla multiutility lombarda A2A; Amia è investita da uno scandalo e ha un ex presidente ai domiciliari; Acqueveronesi certo non ha brillato per efficienza nella gestione del sistema fognario. Aggiungiamoci anche Atv, senza un piano per i trasporti in linea con le norme anti Covid, che a pochi giorni dalla riapertura delle scuole parla di “bus a capienza completa” quando non ha fatto ancora ripartire il servizio serale».

«Crisi ambientale e pandemia – conclude Potere al Popolo! – fanno venire al pettine i tanti nodi e i tanti problemi di una città che sembra senza guida e senza direzione. Le politiche securitarie sono l’esatto contrario della sicurezza, grandi opere e consumo di suolo le premesse per nuovi disastri su un territorio già abbondantemente disastrato».

A fronte di quanto fin qui riportato il movimento chiede le dimissioni del sindaco Sboarina e della sua giunta perché «Verona non può continuare ad essere governata dall’incuria e dall’abbandono».

Queste le voci della politica veronese e regionale che hanno espresso la propria opinione sulla situazione che sta attraversando la città di Verona.