Malga San Giorgio vuole ripartire dalle energie rinnovabili

Il futuro di Malga San Giorgio è nelle energie rinnovabili. L’occasione per rilanciare il comprensorio nel cuore Parco Naturale Regionale della Lessinia, nel rispetto dell’ambiente, è racchiusa nel progetto “San Giorgio emissioni zero”.

Il futuro di Malga San Giorgio è nelle energie rinnovabili. L’occasione per rilanciare il comprensorio nel cuore Parco Naturale Regionale della Lessinia, nel rispetto dell’ambiente, è racchiusa nel progetto “San Giorgio emissioni zero”. La proposta di riqualificazione ambientale dell’area, nel comune di Bosco Chiesanuova (Verona), ha come capofila l’imprenditore veronese Renato Canteri che mira a coinvolgere nell’iniziativa aziende e tecnici professionisti del territorio assieme ai proprietari degli oltre 500 appartamenti e degli altri immobili di Malga San Giorgio. Il tutto reso possibile dalle opportunità offerte dal Superbonus 110%.

La presentazione del progetto si è tenuta ieri sera, 12 settembre, al Teatro Vittoria di Bosco. Erano presenti, oltre a Canteri, Giuseppe Mandrone (prof. di Geotermia dell’Università degli Studi di Torino), le commercialiste Paola Agnolini e Francesca Adami e il sindaco di Bosco Chiesanuova Claudio Melotti che ha portato il saluto istituzionale. L’incontro è stato moderato da Alessandro Anderloni e trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook “San Giorgio emissioni zero”.

San Giorgio Emissioni Zero - serata presentazione
Alessandro Anderloni, nelle vesti di presentatore, e Renato Canteri durante la presentazione

Sul destino della località scaligera, polmone verde a 1500 metri di altitudine, si discute da tempo. Soprattutto da quando alla vocazione sciistica dell’area si è dovuta trovare alternativa nei mesi invernali, quando poco generosi di neve, e in quelli estivi. Rendere Malga San Giorgio un modello d’insediamento abitativo a “emissioni zero” e quasi autonomo dal punto di vista energetico: questo l’obiettivo di Canteri, amministratore delegato di Norwind, società che ha acquisito il fallimento di San Giorgio, e di Novatek Srl, azienda specializzata nel consolidamento di fondazioni ed ecologia nel settore delle sonde geotermiche e dei cappotti sia geotermici che antisismici. 

«San Giorgio diventerà la “perla ecologica” della Lessinia», ha sottolineato Canteri. «Dopo l’acquisto del rifugio Castel Gaibana a lungo ci siamo chiesti cosa fare, se radere tutto al suolo e ripristinare il pascolo o riqualificare l’area – ha aggiunto –. La pandemia se da una parte imposto lo stop ai nostri piani, dall’altro ha reso possibile il concretizzarsi del sogno attraverso il Decreto Rilancio che offre ai proprietari di immobili la possibilità di eseguire opere per l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico tramite il Superbonus 110%». Una norma dalla portata storica, ha rimarcato, «che agevola i privati proprietari degli immobili che vedranno l’immobile riqualificato a costo zero e rivalutato nel valore; le imprese che lavoreranno e saranno pagate dalle banche che gestiranno i crediti d’imposta e faranno in qualche modo da “anticipatori” verso lo Stato che col 110% consentirà loro di essere retribuite. Infine professionisti, progettisti, ingegneri, architetti, commercialisti e avvocati».

Oltre a Novatek sarà coinvolta una cordata di imprese e professionisti della Lessinia per un progetto che potrebbe rivelarsi il primo al mondo per un impianto di telegeotermia centralizzato con un immenso campo di sonde geotermiche, situato nel piazzale del parcheggio, che servirà ogni stabile e sarà a sua volta autonomo con possibilità di essere gestito da remoto. Il progetto prevede di combinare la geotermia a bassa entalpia, sfruttando la temperatura del terreno nella fascia fino a 20-30 metri di profondità, il fotovoltaico e un innovativo “scudo termico” realizzato con elementi ecocompatibili che andrà a rivestire gli edifici». 

Il professor Giuseppe Mandrone ha illustrato, attraverso slide e video, un concetto apparentemente complesso quanto invece semplice qual è la geotermia: «L’energia geotermica significa utilizzare il calore già presente nel terreno per riscaldare d’inverno e il freddo per acclimatare d’estate. L’energia geotermica giunge a noi in varie forme e abbiamo a disposizione diverse tecniche per utilizzarla. Si tratta del calore terrestre che può essere estratto dal sottosuolo e sfruttato dall’uomo. Tra gli interventi che potranno accedere al Superbonus del 110% per il miglioramento energetico vi sono quelli per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con quelli a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi e geotermici, anche abbinati sistemi fotovoltaici o di microgenerazione».

Le commercialiste Paola Agnolini e Francesca Adami si sono soffermate invece su normativa e questioni fiscali: «Il Supebonus 110% prevede un beneficio fiscale: se spendo 100 per interventi di riqualificazione energetica o antisismica ho un’agevolazione fiscale per 5 anni in forma di credito d’imposta cedibile alla banca o alle aziende che operano l’intervento – hanno spiegato –. È a favore di privati che non abbiano reddito di impresa per interventi di isolamento termico e sostituzione di impianti di riscaldamento e climatizzazione, sia unifamiliari che condominiali, con passaggio dell’edificio a due classi energetiche superiori. Le spese devono essere sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 luglio 2021».

Alla riqualificazione della località, il Comune di Bosco Chiesanuova ha destinato 1 milione 742mila euro, che derivano dai fondi dei Comuni di confine, a cui si aggiungeranno altri 250mila euro nel bilancio 2021. Saranno destinati alla sistemazione dei piazzali, agli impianti di illuminazione, alla messa a dimora di vegetazione. Inoltre a migliorare le piste da fondo, con un impianto di innevamento per mantenere la tradizione sportiva che procede in Lessinia da 80 anni.

Per aggiornamenti sull’evoluzione del progetto è attiva la pagina Facebook “San Giorgio emissioni zero”. Per informazioni, scrivere a sangiorgioemissionizero@gmail.com.