Maggioranza divisa sul terzo mandato, sempre più lontano lo “Zaia-quater”

Il voto in Commissione Affari Costituzionali ha bocciato la proposta della Lega per il terzo mandato ai governatori regionali. Per Zaia si allontana la possibilità di rielezione, ma il partito promette di riprovarci.

Luca Zaia, presidente Regione Veneto 25 aprile
Luca Zaia, presidente Regione Veneto
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La proposta della Lega per consentire un terzo mandato ai governatori regionali è stata respinta dalla Commissione Affari Costituzionali. Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno votato contro, insieme a Pd, Movimento 5 Stelle, Udc e Alleanza Verdi-Sinistra, mentre Italia Viva ha espresso voto favorevole. Azione non ha partecipato al voto e Svp ha scelto l’astensione. Il risultato è stato di 4 voti a favore, 16 contrari, una astensione e un non partecipante.

Si allontana quindi l’ormai poco quotata eventualità di un quarto mandato per il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Zaia, infatti, quando entrò in vigore il limite era già in carica nel suo primo mandato, che quindi non va considerato in questo conto. Il “terzo mandato” di Zaia, quindi, sarebbe stato in realtà il quarto.

«Prendo atto del voto. La strada è ancora molto lunga. Natura non facit saltus», ha commentato all’Ansa il presidente Zaia.

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Il Ministro per i Rapporti col Parlamento, Luca Ciriani, ha commentato che sarebbe stato preferibile ritirare l’emendamento relativo al terzo mandato, data la complessità della questione. «Secondo noi meritava un contesto più ordinato in cui fare la discussione» ha detto Ciriani.

Dal canto suo, il senatore della Lega Paolo Tosato ha dichiarato che il partito tenterà nuovamente di portare avanti la proposta: «per noi la partita non è chiusa. Siamo convinti che l’ineleggibilità di un rappresentante dei cittadini deve passare solo da un voto popolare. Non può essere una norma a dire che un governatore che ha fatto bene, gradito ai cittadini, non può essere eletto a causa della decisione dei partiti». Sulle diverse visioni con gli alleati di Governo, Tosato ha specificato: «non è un problema, il governo ha lasciato libertà di voto correttamente, non c’è frattura né ripercussione sulle attività di governo».

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Paolo Tosato
Paolo Tosato

In parallelo, è stato approvato all’unanimità un emendamento di Fratelli d’Italia al decreto legge elezioni che facilita il voto degli studenti fuori sede per le elezioni europee del 2024.

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