Lupo in Veneto, Beltramini: «Se non c’è alternativa, sì all’abbattimento»
Nelle scorse settimane si è tornato a parlare dei lupi. La fase di monitoraggio è attiva in Veneto e l’avvistamento di un esemplare nel parco dei Colli Euganei la settimana scorsa ha aperto nuove discussioni sulla gestione dei grandi predatori. In particolare l’assessore regionale alla Caccia, Cristiano Corazzari, è tornato sul “Piano nazionale Lupo”, fermo da 5 anni, promuovendo tra i colleghi delle altre Regioni e Province autonome alpine il raggiungimento di un’intesa sul piano, nel quale è stato re-inserito anche il capitolo relativo all’applicazione delle deroghe per la gestione dei lupi confidenti che approverebbe l’abbattimento controllato dei predatori. A parlarci della situazione in Lessinia è stato il presidente dell’Associazione Salvaguardia Rurale Veneta, Enrico Beltramini.
Innanzitutto partiamo dal piano nazionale lupo sul quale sta spingendo anche la Regione. Cosa ne pensa soprattutto del capitolo sulla gestione dei lupi confidenti e dell’abbattimento controllato della specie?
A nostro parere non serve il Piano lupo per proporre o fare abbattimenti: come ha detto Wolfalps la popolazione appenninica è in stato soddisfacente. La direttiva habitat non mira alle popolazioni regionali, ma a quelle nazionali, quindi per quanto mi riguarda si potrebbe già attuare la direttiva habitat.
Il progetto Life Wolfalps EU, fino al 2018, ha cercato di coordinare azioni per la conservazione del lupo consegnando agli allevatori cani da guardiania, recinti elettrificati e monitorando i grandi predatori. Lei, che è anche un allevatore, crede che questo progetto sia servito?
Assolutamente non è servito: ricordiamo che a Vicenza due anni fa sono stati riconsegnati tutti i recinti di contenimento bestiame alla Regione e i cani, per quanto siano un buon deterrente, nessuno ha calcolato che impatto hanno questi cani sul territorio e soprattutto sulle nostre montagne, nel senso che è un territorio che non è adatto a loro: ci sono tantissimi escursionisti e tantissime bestie in alpeggio, circa 6-7mila bovini, e quindi la domanda è: quanti cani bisognerebbe mettere a difesa del bestiame?
Ha subito delle predazioni ultimamente?
Quest’anno non ho subito predazioni, ma le ho subite nel 2017 e 2018 nonostante avessi quattro cani da guardiania. Il bilancio è stato di un cane ferito e 6 capi persi.
La Regione Veneto, per quanto riguarda i risarcimenti, ha agito correttamente?
I risarcimenti sono stati gestiti bene, ma teniamo conto che il Veneto è un’isola felice per quanto riguarda i risarcimenti. Con il piano lupo, invece, sarebbero proposti gli indennizzi. Il risarcimento è il valore reale del capo perso, mentre l’indennizzo è forfettario, anche a seconda di quanti soldi ha a disposizione la Regione.
Crede che sia possibile una convivenza pacifica tra uomo e lupo? Ma, soprattutto, pensa che esistano dei metodi alternativi all’abbattimento controllato oppure che questa sia l’unica soluzione possibile?
No, non credo. Per quanto mi riguarda, mi dispiace abbattere il lupo, ma se non c’è altra soluzione è ciò che si deve fare. Se poi li catturano e li spostano, meglio, ma se non c’è alternativa si facciano pure gli abbattimenti.
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






