Luongo: «I militari sono preparati a questi rischi, ma il rammarico è immenso»
Redazione
Il Generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, è intervenuto questa mattina in seguito all’esplosione avvenuta in un casolare a Castel d’Azzano, nella quale hanno perso la vita tre Carabinieri.
Le forze dell’ordine erano intervenute per perquisire l’abitazione, in via San Martino, in cui vivevano tre fratelli di circa 60 anni, Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, quando c’è stata la deflagrazione. L’intero casolare, di due piani, è crollato travolgendo i militari e gli agenti.
Luongo ha espresso profondo rammarico per la strage e ha ricordato un altro fatto tragico, gli attacchi a Nassiriya del 2003, dove altri militari persero tragicamente la vita.
«Abbiamo perso tre colleghi che, durante un’attività di servizio nell’adempimento del loro dovere, hanno sacrificato la loro vita per fare in modo che la nostra missione istituzionale venisse portata a termine. Ci stringiamo a tutti i familiari dei nostri colleghi: è nostro dovere sostenerli e continuare a fare in modo che il loro sacrificio non sia stato vano».
«Questo è un sacrificio che il personale militare è addestrato a tenere in considerazione nello svolgimento del servizio. Stiamo aspettando il Consiglio dei Ministri per un confronto sull’eventuale proclamazione dei funerali di Stato. Non registriamo così tante perdite dalla strage di Nassiriya: è una situazione pesante».
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«I militari sono militari e sanno che c’è il rischio di affrontare queste situazioni – ha affermato il generale – ma il rammarico e lo sconforto restano immensi».
Sono attualmente tre i pazienti gravi ricoverati all’ospedale di Borgo Trento dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Tre in prognosi riservata in Terapia intensiva, intubati ma senza lesioni ad organi interni, il terzo è al Centro grandi ustionati.
A seguito dello scoppio del casolare di Castel d’Azzano alle prime ore di martedì 14 ottobre, sono stati 25 i trasportati dal Suem 118 agli ospedali del territorio, tra questi 17 nei due ospedali cittadini dell’Azienda Borgo Trento e Borgo Roma. Gli altri a Negrar (2) e Villafranca (6).
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