Luci spente al Payanini Center, duro sfogo di Vladimir Payano

Il marito di Raffaella Vittadello, la presidente del Verona Rugby proprietaria e finanziatrice in toto dell’impianto sportivo di via San Marco, affida a Facebook un amaro messaggio di sfogo nei confronti dell’amministrazione comunale per la diffida ricevuta nelle scorse ore proprio dal Comune. Un documento firmato dall’ing. Franco Volterra, dirigente della Direzione Attività Edilizia SUAP -SUEP, che ordina di tenere spento l’impianto di illuminazione esterna dei campi in attesa di ricevere documenti integrativi sulla conformità dell’impianto stesso.

All’origine di questa diffida ci sarebbe una mancata conformità dell’impianto stesso alla Legge regionale 17/2009 in materia di illuminotecnica e i fari, al momento, sarebbero fonte di inquinamento luminoso.

Il Comune, sollecitato da alcuni residenti che avrebbero segnalato la questione e si sarebbero lamentati della troppa luce, chiede alla società Payanini Immobiliare di produrre la dichiarazione di conformità dei corpi illuminanti esterni ai sensi del D.M. 37/08, da consegnare ad ARPAV, e nel frattempo di non accendere i fari.

«Mi prendo la responsabilità personale di questa dichiarazione. – scrive Vladimir Payano –  Oggi è arrivata la ennesima aggressione da parte della nostra amministrazione comunale chiedendo di spegnere le luce del Payanin Center. Vorrei fare di conoscenza pubblica che quasi tutti gli impianti sportivi del Comune di Verona sono fuori norma e tanti privati altrettanto e nessun impianto è stato mai chiuso o spento».

«…Se fare del bene comporta portarsi a casa odio, invidia, ingratitudine, problemi, procederò a chiedere la formale chiusura tanto del Payanini Center e alla rinuncia della proprietà del Verona Rugby con tutte le conseguenze sociali e umane che suddetta decisione avrà. – prosegue l’imprenditore di origine dominicana – Non è possibile accettare che dopo che mia moglie ha dato alla città di Verona un impianto di un valore economico e sociale inestimabile, la città di Verona non sia rispettosa e sensibile di un tale altissimo grado di beneficenza ed altruismo».

«Mi sento, nel ruolo di marito, socio ed uomo, di difendere una persona nobile e buona come Raffaella Vittadello. È una mancanza di rispetto che non può passare inosservata. I nostri impianti sono tra i più moderni in Italia e soltanto per lamentele di qualcuno si danneggia un progetto di questa dimensione. Noi abbiamo chiesto i tempi tecnici per presentare tutta la documentazione e ci era stato confermato che sarebbe stata data una proroga. Cosa che non è stata rispettata. Non va bene così e la pazienza ha un limite. La mia è arrivata alla fine».

 

 

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