Luca Zaia: «Informazione patrimonio di tutti e garanzia di democrazia»

«Centrale che l'amministrazione regionale abbiamo una comunicazione diretta e di collaborazione con gli organi di informazione: è un importante strumento di controllo della democrazia». Sono le parole del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, rivolgendosi al direttivo straordinario del Sindacato Giornalisti Veneti riuniti oggi in Campo San Geremia a Venezia, rappresentanti della difficile situazione…

«Centrale che l’amministrazione regionale abbiamo una comunicazione diretta e di collaborazione con gli organi di informazione: è un importante strumento di controllo della democrazia».

Sono le parole del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, rivolgendosi al direttivo straordinario del Sindacato Giornalisti Veneti riuniti oggi in Campo San Geremia a Venezia, rappresentanti della difficile situazione dell’editoria. Gli obiettivi sono maggiori tutele per i professionisti del settore: un’informazione autonoma, indipendente e pluralista fondata su operatori in regola con contratti di equa retribuzione  

«Ma c’è un aspetto sul quale la Regione è impegnata da mesi: lo switch off, cioè la modifica delle frequenze televisive del digitale terrestre. Concreta la possibilità che 500 mila Veneti residenti nel sud della provincia di Verona, in parte della provincia di Rovigo e nelle aree orientali delle province di Treviso e Venezia, possano restare per un periodo di alcune settimane nell’ impossibilità di ricevere i programmi delle televisioni locali. Ipotesi che spero il nostro intervento abbia definitivamente scongiurato».

«Siamo riusciti a evitare quella che sarebbe stata una pesante discriminazione tra emittenti nazionali e locali, un forte  contraccolpo sulle audience che sappiamo essere in Veneto particolarmente alte, con conseguenti danni irrimediabili ai fatturati e, in ultima analisi la possibilità concreta di contraccolpi occupazionali che – prosegue Zaia – stante la drammatica situazione dell’editoria nazionale e locale, rischierebbero di non essere più riassorbiti».

Tematiche emerse già nel mese di maggio per poi proseguire a giugno con un primo risultato: Rai Way garantita alle emittenti venete con pari ed equivalente ricevibilità delle televisioni locali. Inoltre, un tavolo tecnico darà avvio a un concreto planning operativo: «Ci si confronterà per evitare discriminazione nei confronti di testate che raccontano i nostri territori e il loro andamento socioeconomico, e che ogni giorno sono guardate da milioni di Veneti. A riguardo, arrivano rassicurazioni da parte dei Ministeri. Tuttavia, terremo alta la guardia affinché quanto ci è stato garantito venga mantenuto e realizzato».

«Non si pensi, in materia di informazione, di emittenza locale e di pluralismo, di passare sopra la testa dei veneti. L’informazione, quella libera e professionale che ogni giorno i giornalisti Veneti restituiscono ai cittadini, è un patrimonio di tutti. Soprattutto perché a chi, come me, amministra, serve davvero un cane da guardia che offra contestualmente spunti e controllo».

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