Lotta allo smog, Segala: «Proposta la sospensione blocco euro 4»

Si è riunito nei giorni scorsi il Comitato di Indirizzo e Sorveglianza della Regione Veneto, per iniziare a valutare, anche alla luce di quanto successo durante i mesi scorsi, le misure di contenimento dell’inquinamento atmosferico della prossima stagione invernale: secondo l’accordo, a ottobre dovrebbe scattare il blocco dei veicoli diesel euro 4.

Sotto i riflettori le prossime misure antismog. In particolare i provvedimenti relativi alle Pm10 stabiliti dall’accordo di Bacino Padano, siglato dalle Regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte con il Ministero, per il risanamento e il miglioramento della qualità dell’aria. All’incontro, per Verona, erano presenti l’assessore all’Ambiente Ilaria Segala e il consigliere provinciale delegato all’Ambiente Sergio Falzi.
 
Secondo l’accordo, a ottobre dovrebbe scattare il blocco dei veicoli diesel euro 4. A Verona, quindi, potrebbero fermarsi 14.109 automobili in città e 69.233 in tutta la provincia. Ma il provvedimento potrebbe essere sospeso, vista l’emergenza economica e sociale in atto. Il Comune e la Provincia chiedono anche maggiori risorse per interventi strutturali. Arpav ha esposto i dati raccolti durante il lockdown sulla qualità dell’aria e le prime valutazioni fatte sulle ripercussioni dei mesi scorsi.
 

«Non siamo fuori tempo, è adesso che dobbiamo già decidere le misure di lotta allo smog per il prossimo inverno – spiega Segala -. Anche in questo ambito, come in tutti gli altri, il nuovo scenario dell’emergenza sanitaria deve essere tenuto in considerazione. Con il perdurare della crisi, insieme al consigliere Falzi, abbiamo proposto la sospensione per quest’anno del blocco degli euro 4, come azione per andare incontro ai cittadini. Ma al di là dei blocchi e dei divieti che in questi anni hanno funzionato proprio perché frutto di decisioni sinergiche tra più Regioni, oltre alle misure emergenziali servono maggiori risorse per interventi strutturali, incrementare la disponibilità destinata agli enti locali significa dotare i territori di soluzioni mitigatrici durature». 
 
«Siamo tutti consapevoli della necessità di ridurre l’inquinamento dell’aria per tutelare la salute pubblica – ha sottolineato Falzi, che ha promosso un incontro sul tema tra Province e Città capoluogo venete –. Dobbiamo però tenere presente che ci potremmo trovare presto ad affrontare misure che incideranno sulla mobilità di un numero consistente di cittadini. Il rinnovamento del parco auto con modelli a emissioni contenute troverà l’ostacolo degli effetti economici del lockdown sui bilanci di tante famiglie. Perciò riteniamo si debbano valutare altri interventi meno impattanti sul tessuto sociale ed economico della città e del resto del territorio».