L’osteopatia a supporto dei disturbi femminili nell’Ottobre Rosa
L’osteopatia può aiutare le donne nella cura di disturbi fisici molto diffusi e fastidiosi, come quelli a carico dell’apparato genitourinario.
“Il trattamento osteopatico nelle donne con infezioni urinarie ricorrenti” è il tema che verrà lanciato quest’anno dalla scuola di osteopatia EOM Italia di Mozzecane, che alla didattica associa attività di informazione e ricerca, in occasione dell’Ottobre Rosa, mese della prevenzione al tumore al seno.
Secondo le indagini più recenti una donna su dieci lamenta un episodio di cistite all’anno e il 5% soffre di cistiti ricorrenti, cioè due infezioni in sei mesi o tre in un anno. I dati sono tuttavia sottostimati, in quanto si ritiene che molte infezioni non vengano portate all’attenzione medica. Dopo i 65 anni l’incidenza tende inoltre ad aumentare.
Oltre alla cura con antibiotici, che spesso non sono risolutivi, esistono terapie alternative come il trattamento osteopatico, di cui si parlerà nel webinar gratuito che si svolgerà sul sito web giovedì 29 ottobre alle 20.30. Oltre ad Andrea Turrina, fisioterapista e amministratore unico della scuola EOM Italia, relatori saranno Daniele Oliva, responsabile italiano della gestione dei docenti titolari e monitori di EOM; e quattro fisioterapiste specializzate in osteopatia che presenteranno i loro studi e le loro esperienze sul contributo al trattamento osteopatico viscerale: Vittoria Avanzini, Michela Giannarelli, Alessandra Pilzer e Francesca Lo Basso.
«Le donne che assumono periodicamente e frequentemente antibiotici per questo disturbo hanno dimostrato interesse verso terapie alternative – spiega Andrea Turrina -. Il motivo sta nel fatto che, nonostante le cure mediche, le infezioni urinarie tendono a ripresentarsi nel tempo: a volte per la resistenza del batterio all’antibiotico, altre per infezioni da nuovi ceppi batterici. Uno dei principi alla base dell’osteopatia consiste nel considerare l’individuo nella sua globalità, riconoscendo, da un punto di vista anatomico e funzionale, l’esistenza di una relazione tra i visceri e la struttura muscolo-scheletrica. I visceri non sono considerati diversamente da un’articolazione: un organo è in buona salute se è mobile e qualsiasi perdita di mobilità, fissazione o aderenza a un’altra struttura modifica il movimento del viscere stesso e potrebbe portare a manifestazioni patologiche sul sistema locomotore. L’obiettivo del trattamento osteopatico viscerale è ripristinare la mobilità fisiologica del viscere e sopprimere le afferenze nocicettive che mantengono lo spasmo della muscolatura intra-viscerale».
«Ottobre è il mese della prevenzione al tumore al seno. L’obiettivo è quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di persone sull’importanza della prevenzione e della diagnosi – sottolinea Clizia Cazzarolli, responsabile del dipartimento di ricerca EOM -. L’anno scorso avevamo compiuto due importanti studi riguardanti la dismenorrea e la dispareunia, di cui spesso non si parla per vergogna o per tabù, che hanno confermato l’utilità dell’osteopatia per le problematiche femminili. Siamo orgogliosi di essere apripista a livello nazionale in questo ambito, con l’obiettivo di fornire un prezioso contributo nella cura problematiche femminili molto comuni, che possono compromettere la vita sociale, lavorativa e di coppia».
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