Lorenzo Fontana, il veronese che è appena diventato ministro

 “Veronese, cattolico, attualmente Vicesegretario federale della Lega”, Lorenzo Fontana si presenta così sul suo profilo Twitter ma chi è il leghista di lungo corso (si è iscritto al Carroccio giovanissimo) che alle 16 giurerà e avrà le deleghe alla famiglia, alla demografia e alla disabilità del governo Conte?

«Sono contento di potermi occupare di temi che sempre ho avuto a cuore, come appunto la famiglia e lo sviluppo demografico a cui questo governo presterà molta attenzione» sono queste le prime parole che sceglie dopo la convulsa serata di ieri.

Ha 38 anni, due lauree, è sposato e ha una figlia. Il vicesegretario federale della Lega,oltre ad essere anche vicepresidente della Camera dei Deputati è anche vicesindaco dell’amministrazione Sboarina, ruolo che lascerà in mano, con molta probabilità, a Enrico Corsi (assessore dal 2007 al 2015). Fontana negli ultimi anni è riuscito a diventare il vero e proprio piede in Veneto di Salvini, con il quale ha condiviso l’esperienza di eurodeputato (per nove anni). Il leader del Carroccio, non a caso, cinque anni fa, è stato persino il suo testimone di nozze. Non serve dire che i temi che li legano sono tanti e parlano soprattutto il lessico della nuova Lega sovranista e identitaria – vicina al Front National di Marine Le Pen (la foto del profilo twitter di Fontana parla da sola).

 

 

 

 

Le posizioni del nuovo ministro sulla famiglia sono chiare, come testimoniano numerose interviste rilasciate sul tema: «Io penso, infatti, che sia sbagliato parlare, per esempio, di adozioni per le coppie omosessuali, perché un figlio ha bisogno di un papà e di una mamma. E a scuola i bambini vanno educati sul modello della famiglia naturale… altre formule strane non mi piacciono».

Le deleghe ottenute (alla famiglia, alla demografia e alla disabilità) sono uno sbocco quasi naturale al suo percorso e alle sue battaglie. Dipendente della fiera, Fontana si è laureato in scienze politiche e anche in storia con una tesi sulla demografia. Negli anni  non si sono contate le iniziative anti-gender e pro famiglia tradizionale delle quali si è fatto araldo convinto.

Evidenti e più volte ribadite le sue idee in tema di aborto: «Se non si rispetta la vita dal concepimento alla fine naturale si arriva ad aberrazioni come quelle di cui siamo stati e siamo testimoni. E’ tipico delle dittature: il nazismo omologava per razza, il comunismo per classe sociale e oggi si tenta di omologare per interessi economici o per concezioni di vita. L’anziano non autosufficiente? “Un peso per la sanità, dunque un peso per lo Stato… che muoia” dicono».

Era 25 anni che Verona non aveva un ministro. L’ultimo era stato, per i casi della vita, un altro Fontana, il democristiano Gianni che dal 28 giugno 1992 al 28 aprile 1993 fu ministro dell’agricoltura.

Il giuramento dei nuovi ministri sarà oggi pomeriggio alle 16.

Questa la lista completa dei ministri letta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte: Lavoro, Politiche Sociali, Sviluppo Economico e vicepremier, Luigi Di Maio; Interno e vicepremier, Matteo Salvini; Rapporti con il Parlamento e Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro; Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno; Affari regionali e Autonomie, Erika Stefani; Sud: Barbara Lezzi; Famiglia e Disabilità, il veronese Lorenzo Fontana; Affari Esteri e Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi; Difesa, Elisabetta Trenta; Economia e Finanze, Giovanni Tria; Affari europei, Paolo Savona; Giustizia, Alfonso Bonafede; Ambiente, Sergio Costa; Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli; Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio; Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti; Beni Culturali e Turismo, Alberto Bonisoli; Salute, Giulia Grillo; sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.