Lorenzo Fontana, promosso o “silurato”?

Lorenzo Fontana cambia ruolo all'interno della Lega, con nuovi compiti a livello nazionale. Lascerà quindi la guida della Liga Veneta.

Vicesindaco Lorenzo Fontana: Politiche della casa, Relazioni internazionali, Fondi UE. Veronesi nel mondo, Politiche demografiche, Smart city e Innovazione tecnologica. Rapporti Unesco
Lorenzo Fontana

Lorenzo Fontana cambia ruolo all’interno della Lega. Il deputato veronese è vicesegretario federale della Lega e segretario della Liga Veneta, e dal 25 ottobre scorso anche componente della segreteria politica di Salvini. Già vicesindaco di Verona, inoltre, nell’attuale amministrazione Sboarina, prima della chiamata a Roma come ministro.

Negli scorsi giorni è stato nominato nuovo capo dipartimento “Famiglia e valori identitari” della Lega, settori su cui avrà la responsabilità di elaborare l’intera strategia nazionale, la proposta politica, la redazione del programma di governo del Paese e di costruire le alleanze con i partner internazionali.

Matteo Salvini - Lorenzo Fontana
Matteo Salvini e Lorenzo Fontana

La nomina è arrivata nel fine settimana direttamente dal segretario federale Matteo Salvini. Lascerà quindi la guida della Liga Veneta, aspetto che per per alcuni critici è equivalente a un “siluramento” o a un “commissariamento” della Liga Veneta stessa.

«Ringrazio per la fiducia che mi è stata accordata – era stato il commento di Fontana –: è sicuramente un incarico di massima responsabilità che riguarda temi centrali per l’azione politica della Lega e per costruire il futuro del Paese. La tutela della famiglia, nucleo sociale ed economico primario e fondamentale, e la tutela delle identità, contro l’avanzata del globalismo omologante e spersonalizzante, sono infatti sfide centrali che siamo e saremo chiamati ad affrontare, a livello nazionale e internazionale. Sfide sui cui intendo costruire una proposta politica forte e credibile e che intendo affrontare mettendo in campo, da subito, una squadra e una struttura all’altezza».

Lo stesso Fontana aveva parlato del cambio della guardia alla guida della Liga Veneta. «Alla luce della nomina a capo dipartimento auspico che ora, visti gli impegni di valenza nazionale e la portata del nuovo incarico, si possa individuare una nuova guida per la Liga Veneta. È stato un anno e mezzo di grande lavoro e di risultati raggiunti: la conduzione del movimento nella fase della transizione dalla Lega Nord alla Lega Salvini premier-Liga Veneta, le elezioni regionali, la proclamazione della giunta regionale».

«Centrati gli obiettivi – continua Fontana –, ora penso che sia arrivato il momento giusto per delegare a un nuovo rappresentante l’attività sui territori, in vista dei prossimi congressi. Auspico che il profilo che sarà individuato possa essere quello di uno dei nostri bravi giovani. Giovani su cui ho investito e che in questo periodo, con il fondamentale apporto del direttorio di cui era componente anche Luca Zaia, mi hanno reso orgoglioso di essere alla guida della Liga».

Lorenzo Fontana e Nicolò Zavarise
Lorenzo Fontana con il commissario della Lega di Verona Nicolò Zavarise

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, interpellato sul tema durante una delle ultime conferenze stampa a Marghera, non ha voluto commentare questo cambio in vista alla guida della Liga Veneta. «Sono in modalità 100 per cento Covid, non voglio rispondere su altro», così aveva risposto ai giornalisti. I dubbi, emersi fra i commentatori, sono legati all’annosa questione del dualismo fra la “nuova” Lega di Matteo Salvini e la “vecchia” Lega dei territori, di cui la Liga Veneta sarebbe espressione in Veneto.

«Il commissario della Liga Veneta, Lorenzo Fontana, non si è dimesso e traghetterà il partito al congresso, che avrebbe dovuto tenersi alla fine dell’anno ma che probabilmente slitterà per via dell’emergenza Covid». Lo spiega all’Agenzia Dire il commissario provinciale della Lega veneziana e vicesindaco di Venezia Andrea Tomaello. «Non è che adesso si nominerà un altro commissario» per arrivare alla già prevista fase congressuale. L’idea che dietro al passo indietro di Fontana, che a questo punto non ci sarebbe nemmeno, possa esserci il segretario della Lega Matteo Salvini sembrerebbe quindi priva di fondamento.

«Salvini e Fontana sono amici», assicura Tomaello. E la nomina di Fontana a responsabile del dipartimento Famiglia non fa parte di una strategia per allontanarlo dal Veneto, secondo le parole di Tomaello riportate dall’Agenzia Dire, in quanto «dei dipartimenti interni si parlava da un anno e Fontana è sempre stato in ballo».

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona
Michele Bertucco

Di altro avviso è il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, già candidato alle scorse elezioni regionali con “Il Veneto che vogliamo”. «Penso che il pudore usato per mascherare il siluramento dell’ex Ministro dalla guida della Liga Veneta sia del tutto sproporzionato: Fontana non è riuscito nell’ingrato compito di arginare lo strapotere di Zaia e della sua lista alle ultime regionali, come da consegne del “Capitano”, e ora paga un prezzo. Punto. Rimosso con promozione, un’altra vittima degli scontri interni tra lega salviana, lega zaiana e nostalgici bossiani, nonché tra Lega Lombarda e Liga Veneta».

Continua Bertucco: «Il vero dato politico è la marginalizzazione dei leghisti veronesi che non contano più un tubo in nessuna sede. L’unico che riescono ancora a tenere in scacco è il sindaco Sboarina. Ed è sempre più imbarazzante che un Sindaco non riesca a chiudere un rimpasto di giunta aperto da ormai due anni perché deve aspettare di vedere chi comanda nella Lega; perché deve attendere come va a finire il processo a Gasparato, e se si trova una scappatoia per confermare Barini in Amt…».

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