L’intervento di Salvini al Congresso delle famiglie

Matteo SALVINI Gran Guardia

L’intervento di Matteo Salvini al Congresso delle famiglie. «Io sono “per”, non “contro”. Ognuno a casa propria fa ciò che vuole, ma non possono essere coinvolti i bambini, che devono avere una mamma e un papà» ha detto il vicepremier.

Oggi pomeriggio al Congresso delle famiglie in corso al Palazzo della Gran Guardia a Verona è stata la volta dell’intervento del vicepremier Matteo Salvini. «Mi sono domandato a chi nel 2019 può dare fastidio la parola “mamma” o la parola “papà”, ma se a qualcuno dà fastidio, quello è un problema suo». Ha detto il leader leghista criticando il polverone mediatico contrario al congresso.

«Io sono “per”, non “contro”. Figuriamoci se voglio portare lo Stato nell’intimità di ognuno, ognuno a casa propria fa quello che vuole – ha detto in riferimento alle coppie dello stesso sesso -. Io voglio dare voce a chi non ne ha, ovvero i bambini, che non possono essere tirati in ballo nei litigi degli adulti, e che devono continuare ad avere una mamma, un papà e dei nonni».

«Dopo il business dell’accoglienza dei migranti, ora ci occuperemo di controllare le case famiglia» ha detto Salvini, annunciando un’azione di controllo di regolarità nei confronti delle situazioni di affido e delle case famiglia.

Mentre Salvini parlava, a poca distanza si svolgeva il corteo organizzato da “Non una di meno”. «Le femministe non vedono quali sono i veri problemi di oppressione, che non sono al Congresso delle famiglie, ma nell’estremismo islamico. Da noi non c’è spazio per le sub-culture che impongono l’oppressione della donna. Da noi donne e uomini hanno gli stessi diritti».

Non sono mancate da parte del vicepremier le critiche a chi si schiera a favore dell’accoglienza dei migranti, nei confronti delle posizioni di Laura Boldrini e a quello che ha ironicamente definito «business delle femministe».

Larga parte del Movimento 5 Stelle ha avuto parole dure nei confronti del Congresso delle famiglie nei giorni scorsi. «Agli amici di governo, se pensano che qui guardiamo al passato, dico che invece qui guardiamo al futuro. Un paese che non fa dei figli, è un paese che muore. La famiglia deve essere al centro».

Sul tema delle adozioni: «Invece di pensare alle adozioni di vari tipi, pensiamo alle 30mila famiglie italiane che attendono di adottare un bambino, in Italia, in Africa o in giro per il mondo». In questo senso il ministro ha promesso un impegno nello snellire la burocrazia necessaria alle adozioni. E ancora «Con tutte le mie forze combatterò l’aberrazione umana e culturale dell’utero in affitto».

«La bimba è bimba e il bimbo è bimbo. Ho il terrore della marmellata unica mondiale senza identità. Finché campo combatterò le teorie che dicono che ognuno può decidere da solo se essere maschio o femmina». E ha aggiunto, in riferimento alla considerazione esterna delle posizioni vicine al mondo cattolico: «Se questo significa essere sfigato, allora sono contento di esserlo».

Nel corso dell’intervento non sono mancati diversi riferimenti al tema delle migrazioni e gli attacchi all’Unione Europea e ai «giornali prezzolati che parlano solo di quello che fa comodo a loro».

«Concedetemi questa polemicuccia» ha aggiunto Salvini. «Non è normale che si debba parlare di mamma e papà con la polizia qui fuori».