Nel pomeriggio scosse con epicentro nel veronese

A poco più di due ore dalla scossa di terremoto che ha colpito la Croazia, anche a Salizzole è stato registrato un epicentro di un'intensità fortunatamente minore. In totale sono state tre le scosse che hanno interessato il Veronese. Per ora non si segnalano danni.

Due ore dopo la forte scossa di terremoto che ha distrutto la città di Petrinjia, in Crozia, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha rilevato una nuova scossa, fortunatamente di intensità più lieve, con epicentro nel veronese, e più precisamente nel Comune di Salizzole.

La scossa rilevata è di magnitudo 3,4 ed è avvenuta a una profondità di circa 11 chilometri.

AGGIORNAMENTO: alle 15.38 altra scossa con epicentro sempre a Salizzole, di magnitudo 4,4, percepita in tutta la provincia di Verona.

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L’assessore alla Protezione civile del Veneto

«Stiamo monitorando costantemente la situazione. Al momento le scosse di terremoto che hanno interessato la provincia di Verona sono state tre. Sono personalmente in costante contatto con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste, con il quale la Regione è convenzionata per il monitoraggio e con il Direttore Interregionale dei Vigili del Fuoco. Confermo che per ora non ci sono giunte segnalazioni di danni».

Così l’Assessore alla Protezione Civile della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, fa il punto della situazione a seguito dell’evento sismico che ha interessato un’area della provincia di Verona.

«Il sistema di Protezione Civile del Veneto – assicura Bottacin – rimane preallertato con tutti i suoi volontari per qualsiasi evenienza».

L’Assessore veneto sta anche seguendo l’evolversi della situazione dopo il terremoto che ha colpito la Croazia.

«Contrariamente a quanto appariva nei primi momenti – riferisce Bottacin – sembra che non sia necessaria l’attivazione della missione internazionale di supporto. Ho sentito il Capo della Protezione Civile Nazionale Angelo Borrelli e gli ho ribadito la nostra totale disponibilità a intervenire anche per attività “usar” di ricerca di persone sepolte sotto le macerie».

«Tramite Arpav – informa Bottacin – stiamo anche precauzionalmente ponendo la massima attenzione alla rilevazione di eventuale radioattività, al momento assente, in relazione alla centrale nucleare di Krsko. Abbiamo contattato anche l’Isin (terminale italiano delle rete dell’Agenzia per l’Energia Atomica), che è in contatto con la Autorità di Sicurezza Nucleare della Slovenia per Krsko. Anche da questa autorevole fonte si escludono rilasci di sostanze radioattive».