Lettera “al capofamiglia”. Il caso diventa nazionale, la Lega replica: «Solo polemiche»

Il caso delle lettere della Lega inviate "al capofamiglia" è arrivato anche alle cronache nazionali. Secondo Benini (Pd): «La Lega e Sboarina umiliano la figura della donna». Pasetto (+Europa) parla di «medioevo». La Lega replica: «La sinistra parolaia ancora una volta si rifugia in questioni da azzeccagarbugli».

lettera al Capofamiglia Lega

Il caso delle lettere della Lega nelle cassette dei veronesi indirizzate “Alla cortese attenzione del Capofamiglia” è arrivata anche alle cronache nazionali. Sollevato dal consigliere comunale e candidato del Partito Democratico Federico Benini e dal candidato di Più Europa Giorgio Pasetto, il tema è quello della figura – criticata in quanto obsoleta – del “Capofamiglia”. Secondo la Lega, però, «la sinistra cerca solo polemiche».

«La Lega e Sboarina ancora una volta dimostrano di essere indietro di 50 anni rispetto alla storia» afferma il capogruppo in consiglio comunale del Pd Benini. «Stanno arrivando a casa dei veronesi delle lettere indirizzate al “capofamiglia”, figura che non esiste più dal 1975 con la riforma del diritto di famiglia che abroga tale termine. Ma evidentemente la Lega e Sboarina non lo sanno e preferiscono indirizzare le lettere al “capofamiglia”, appunto, che fino al 1975 era l’uomo, al quale venivano riconosciuti giuridicamente e socialmente autorità sugli altri membri. Sperano così che sia il marito che detti la linea politica alla moglie, come se le donne non avessero capacità di intendere e di volere».

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Continua Benini: «Ancora una volta la Lega e Sboarina umiliano la figura della donna. Se si tratta di un errore (ma dubito) è il caso che il Sindaco uscente chieda scusa e prenda le distanze da questo modo misogino di fare politica, per il quale è stato sbeffeggiato già da mezza Italia con le nomine solo maschili nel cda di Veronafiere»

La deputata del Pd e a sua volta candidata Alessia Rotta, su Twitter dice: «A Verona la Lega scrive al ‘capofamiglia’ e chiede il voto a Sboarina. Questa è la considerazione delle destre per le donne che, ai loro occhi, non sono esseri senzienti. Tra pochi giorni possiamo cambiare e ridare a Verona la dignità che merita!».

Giorgio Pasetto (Più Europa) rincara la dose: «Il partito dei putiniani, che sostiene Sboarina, si rivolge al “capofamiglia”, insomma all’uomo di casa che, secondo lui, dovrebbe decidere per tutti gli altri. Istruire moglie e figli su chi votare! Siamo alla cultura del patriarcato, alla restaurazione di una mentalità da medioevo: le donne e i giovani veronesi, per loro non hanno diritto di fare scelte e devono ubbidire. Domenica prossima, liberiamoci di questa gente che vuole riportare Verona nel peggior passato».

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La replica della Lega

La nota ufficiale del partito risponde così alle accuse: «Se la sinistra parolaia ancora una volta si rifugia in questioni da azzeccagarbugli e scatena una polemica sul nulla vuol dire che sa di non essere competitiva rispetto ai punti del Programma che abbiamo inviato a tutte le cittadine ed i cittadini di Verona».

«Sollevano un ennesimo polverone a sproposito per distogliere l’attenzione dalle azioni che metteremo in campo con il rinnovo dell’attuale Amministrazione e che nascono da un lavoro di ascolto della Cittadinanza durato mesi: Sicurezza, Decoro urbano, Ordine nei quartieri, Sostegni a famiglie e imprese» continua il comunicato della Lega.

«Tutte questioni fondamentali per la Lega, che abbiamo messo nero su bianco nella Lettera inviata alle cittadine ed ai cittadini di Verona in cui presentiamo la nostra squadra per le Amministrative imminenti e ribadiamo i punti chiave del nostro Programma; una Lettera che si apre in maniera chiarissima con la locuzione “Cara Veronese, caro Veronese”. Tutto il resto si commenta da sé».

«Le polemiche della sinistra che accusa la Lega di essere retrograda per la parola “capofamiglia”, non indicata da noi ma apposta sulla busta dalla società che si occupata dalla distribuzione e che è a tutt’oggi utilizzata anche da ISTAT, dimostrano che sono completamente lontani dai bisogni delle persone che alla politica chiedono risposte concrete ai loro problemi e bisogni e non dispute lessicali».

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La lettera inviata dalla Lega

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