Ucraina: si combatte a Kiev e Kharkiv. Centinaia di migliaia i rifugiati

Mentre si combatte a Kiev e nel cuore della seconda città della nazione, Kharkiv, il presidente Zelensky respinge l'offerta di un incontro in Bielorussia: «Non dove vengono lanciati missili contro l'Ucraina». Decine i morti anche fra i civili e centinaia di migliaia i profughi.

Carro armato russo distrutto
Carro armato russo distrutto

Si combatte a Kiev e nelle maggiori città ucraine. Kharkiv invasa

Si continua a combattere a Kiev, capitale dell’Ucraina, dove l’assalto dell’esercito russo si fa sempre più pressante. Intanto le forze d’invasione hanno raggiunto Kharkiv, seconda città del Paese. (Aggiornamento ore 14.30: fonti ucraine affermano che l’esercito russo è stato respinto dalla città di Kharkiv, che sarebbe tornata sotto il controllo ucraino).

I profughi che fuggono dall’Ucraina stanno continuando ad affluire a decine di migliaia verso gli stati confinanti, principalmente in Polonia. Qui, le stime sono di oltre 100mila persone dall’inizio della guerra. (Aggiornamento ore 11.30: secondo l’Unhcr, agenzia Onu per i rifugiati, il numero è in costante crescita. Sommando i dati delle varie autorità nazionali si arriva già a 368mila).

Il giornale ucraino della capitala “The Kyiv Independent” fa sapere che l’esercito ha fatto saltare un altro ponte fuori Kiev – fra le cittadine di Bucha e Irpin – per rallentare l’avanzata dell’esercito russo. Le truppe russe sarebbero quindi bloccate a Bucha (a nord-ovest della capitale), la notizia è stata data alle 9.20 di questa mattina. (Aggiornamento ore 14.30: in tarda mattinata anche la cittadina di Irpin sarebbe stata riconquistata dalle forze ucraine)

A Kiev è in vigore da sabato pomeriggio un coprifuoco che durerà almeno fino a lunedì mattina. Per strada ci sono solo soldati, poliziotti e cittadini armati coinvolti nella resistenza.

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Volodymyr Zelensky
Volodymyr Zelensky

Mentre le autorità ucraine affermano di aver ucciso oltre tremila soldati russi, Mosca non parla di perdite. Difficile al momento valutare i numeri reali delle vittime, militari e civili, del conflitto.

Per quanto riguarda l’offerta russa di incontro fra le due parti in Bielorussia, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rifiutato e rilanciato, dicendo che il suo Governo è disposto a trattare a Varsavia, Baku, Bratislava, Istanbul, o «un posto da dove non vengono lanciati missili contro l’Ucraina». Una delegazione russa è invece arrivata a Gomel, seconda città della Bielorussia, vicina ai confini con Ucraina e Russia.

Fra le ultime dichiarazioni di Zelensky: «Hanno mentito quando dicevano che non avrebbero toccato i civili. Dalla prima ora dell’invasione, le truppe russe stanno attaccando infrastrutture civili. Hanno scelto tattiche di attacco alla popolazione e tutto ciò che rende normale la vita: elettricità, ospedali, abitazioni».

Intanto in tutta l’Ucraina molti cittadini hanno raccolto l’appello del Presidente Zelensky ad armarsi e prepararsi a respingere l’esercito russo. Di seguito le immagini della preparazione di artigianali molotov a Dnipro.

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Sartana, vicino Mariupol
Distruzione a Sartana, vicino Mariupol. Foto del sindaco di Sartana Vadym Boychenkom via Twitter Parlamento Ucraino (@ua_parliament)

La guerra cybernetica

La guerra, oltre che sul terreno e via aria, si fa anche nelle reti web. Il collettivo di hacker Anonymous ha rivendicato ieri alcuni attacchi alle istituzioni russe, dopo aver annunciato venerdì «We are back» ed essersi schierati con l’Ucraina contro la Russia. Anonymous ha dichiarato nella giornata di sabato di aver affossato tre siti governativi di Mosca, che domenica mattina risultano ancora non raggiungibili.

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