Lei e il suo hockey

Giulia Dalla Bà è una diciottenne veronese che gioca ad hockey inline. Una passione nata quando era piccola e che sta proseguendo con la maglia gialloblù delle Mastiff, formazione femminile del Cus Verona Hockey, con la quale ha appena conquistato un bronzo nazionale.

«La più grande delusione è stata vedere tutta la mia squadra rattristata e delusa per l’inaspettata sconfitta in semifinale. Quest’anno abbiamo perso una grande occasione». Si può partire da queste parole, colme di amarezza, per presentare colei che forse conserverà con un po’ di amarezza quel bronzo del Campionato Italiano consegnatale pochi giorni fa. Si chiama Giulia Dalla Bà, è una diciottenne come tante altre, che frequenta la scuola agraria indirizzo enologico e che da piccola ha conosciuto una passione, quella per l’hockey inline. «Praticavo pattinaggio freestyle: a fine lezione ci facevano fare delle partitelle di hockey. Lì mi sono innamorata di questo sport e a 9 anni mi sono iscritta alla squadra dei Sorci Verdi». Un binomio, quello tra il genere femminile e l’hockey che i nostri schemi culturali fanno suonare sempre in maniera dissonante. Da allora Giulia non ha più smesso di mettere i pattini a rotelle, bardarsi con tutte le protezioni richieste ed inseguire il disco per la pista, brandendo una mazza di carbonio. Giulia un po’ come Ulisse, costretta come tante altre ragazze a peregrinare per poter imparare e crescere nel proprio sport. Ora gioca nelle Mastiff nel campionato nazionale femminile, ma fino a qualche anno fa si confrontava nelle compagini miste con i compagni maschi. Una giungla in cui se l’è cavata alla grande e dalla quale ha imparato qualcosa di non scontato: «In quegli anni – ci racconta – ho visto la differenza tra noi femmine e maschi dal punto di vista emotivo: i ragazzi si abbattono più facilmente, mentre mi sembra che noi donne siamo più perseveranti, mettendo tutte le forze e l’impegno fino alla fine delle partite».

Giulia non nasconde che nell’adolescenza è stato sempre più difficile praticare uno sport che va giocato sempre più in maniera fisica ed atletica. Tutto è cambiato con l’opportunità di indossare la maglia dell’Asiago nel campionato femminile, tre stagioni or sono. Un torneo passato fianco a fianco, viaggio dopo viaggio sull’Altopiano vicentino per allenamenti e partite, assieme alle compagne Rebecca ed Emma, anch’esse veronesi, e culminata con uno scudetto. Quel tricolore ha portato alla convocazione nella nazionale giovanile. E da lì, tutt’altro che briciole, Giulia si è messa al collo due medaglie d’argento mondiali. Hockey a 360 gradi nella vita di questa ragazza, disputando finali in Italia e Cina e ritornando sempre a Verona, dove nell’ultima stagione, oltre a giocare, ha aiutato ad allenare le giovanili, cercando di trasmettere la propria passione per una disciplina di cui apprezza l’abbinamento di velocità e precisione, in cui servono coordinazione e visione di gioco. Si può dire tutto tranne che il tempo non sia dalla sua parte. E ci perdonerà se, con la punta di inadeguatezza di chi, pensandosi maturo, segue le vicende dall’esterno, quel detestato bronzo vinto a Civitavecchia ci sembra poca cosa rispetto a tutto il resto.

Le Mastiff,in breve:
Nell’estate scorsa il Cus Verona Hockey ha per la prima volta formato una squadra femminile, denominata Mastiff, aprendo un crowdfunding e accogliendo giocatrici di provenienza diversa, innanzitutto con lo scopo di permettere alle veronesi di poter crescere nella propria città.
Le Mastiff, allenate dai tecnici Rossano Solmi e Marco Pernigo, hanno subito conquistato un posto tra le prime realtà nazionali, dando filo da torcere a club come Taurus Buja e Asiago Bee Pink, vincitori degli ultimi scudetti e rappresentanti l’Italia alla Women European League, la Champions dell’hockey inline. In stagione sono arrivati il 3° posto nazionale ed il 2° in Coppa Italia.

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