Legge regionale comunità energetiche, Guarda (EV): «Ora serve un quadro normativo completo»

Legge regionale sulle comunità energetiche. Guarda (Europa Verde): «Grazie a nostro emendamento sono state individuate le risorse necessarie alla promozione, ora serve un completo quadro normativo per renderle realtà».

Cristina Guarda comunità energetiche
Cristina Guarda, consigliera regionale del Veneto

La consigliera regionale Cristina Guarda, di Europa Verde, interviene sul progetto di legge regionale sulle comunità energetiche approvato ieri trasversalmente a Palazzo Ferro-Fini: «Tutti desideravamo risorse adeguate per rendere effettiva questa legge fin da subito, ma sembravano non reperibili. Grazie a un nostro emendamento sono stati individuati 100mila euro da destinare alla promozione delle comunità energetiche. Ora però serve un completo quadro normativo per renderle realtà, perché alla promozione, si possa aggiungere quanto prima l’operatività della realizzazione delle CER».

«Europa Verde è stata la prima a presentare un progetto di legge in Veneto sulle comunità energetiche, perché crediamo fortemente nel ruolo che queste comunità possono ricoprire ai fini della produzione di energia pulita, dell’indipendenza energetica e della riduzione delle bollette dei cittadini e delle imprese».

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«In alcuni comuni della nostra regione gruppi di cittadini si stanno muovendo per costituire le prime comunità energetiche, a frenarli sono i ritardi da parte di ARERA nell’introduzione dei provvedimenti necessari a garantire l’attuazione delle disposizioni del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199 (RED II), la cui scadenza è abbondantemente superata e alcuni decreti notevolmente in ritardo. Era atteso quindi un impegno concreto da parte della Regione del Veneto nella promozione delle CER a sostegno dei cittadini che si stanno attivando e per mantenere l’impegno dell’abbandono di energia proveniente da fonti fossili».

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Precisa Guarda: «Attualmente a frenare la costituzione delle CER non sono solo i ritardi dei decreti o i fondi per gli investimenti, solo in apparenza adeguati, ma è anche la mancanza di conoscenza. Ecco perché spingere sulla divulgazione come abbiamo proposto e ottenuto è un passaggio fondamentale per consentire di sfruttare al meglio questo periodo di attesa degli atti mancanti, sperando di discutere nel prossimo Bilancio regionale di risorse dignitose anche per sostenere gli investimenti ed i costi di realizzazione delle CER. Saremo pronti all’azione!».

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