Le novità in giunta scontentano quasi tutti

È arrivato il tanto discusso rimpasto di giunta. In Comune a Verona sembrano però essere in pochi a uscirne soddisfatti. Dubbi anche all'interno della maggioranza.

Stefano Bianchini - Andrea Bassi
Stefano Bianchini e Andrea Bassi

Dopo mesi di stallo sono arrivate le nuove nomine per la giunta del Comune di Verona. Dopo l’entrata in estate di Daniela Maellare, si attendeva un “rimpasto” per rispecchiare gli equilibri politici della maggioranza, visti i diversi cambi di casacca degli ultimi tempi.

Il consigliere Stefano Bianchini, in quota Forza Italia, assumerà le deleghe di Daniele Polato, dimessosi a causa dell’elezione in Consiglio regionale, tranne quella alla sicurezza, che va a Marco Padovani, già assessore a decentramento, strade e giardini. Entra in giunta anche Andrea Bassi, di Verona Domani, con deleghe al patrimonio, all’edilizia privata, all’edilizia sportiva ed all’edilizia economico popolare.

Esce dalla giunta Edi Maria Neri, nominata nel 2017 come membro di Verona Pulita di Michele Croce e poi passata alla Lega. Le sue deleghe ad Anticorruzione, Trasparenza, Semplificazione, Patrimonio e Demanio, Affari legali, Programmazione approvvigionamenti saranno ripartite fra altri assessori e sindaco.

Assessore Edi Maria Neri: Anticorruzione, Trasparenza, Semplificazione, Patrimonio e Demanio, Affari legali. Programmazione approvvigionamenti
Edi Maria Neri

La posizione di Forza Italia è singolare: ha appena riacquistato un assessore, ma il gruppo consiliare, con Bianchini e Paola Bressan, quest’ultima recentemente fuoriuscita da Battiti, non è in sintonia con il coordinatore provinciale del partito. Claudio Melotti a inizio novembre aveva “sfiduciato” Sboarina.

Soddisfatto Andrea Bassi, già consigliere regionale: «Un ruolo importante e di grande responsabilità per cui darò tutto me stesso, come sempre ho cercato di fare. Un ruolo veronese che si coniuga alla perfezione con la missione a cui tengo più di ogni altra cosa, ovvero quella di padre. Per quanto riguarda il resto, non servono ulteriori parole o proclami, penso che la cosa migliore sia pedalare, lavorare e far parlare i fatti».

«Ringrazio il sindaco per la fiducia accordatami, tutti gli amici che politicamente mi sono sempre stati vicini (nei momenti belli e in quelli difficili) e soprattutto gli aderenti alla splendida famiglia di Verona Domani, che mi hanno indicato per un ruolo così difficile e prestigioso, con particolare menzione al Presidente Matteo Gasparato e all’altro fondatore, nonché ex-collega in Regione, Stefano Casali» ha scritto Bassi sui social.

Per quanto riguarda l’esclusione di Edi Maria Neri, è lo stesso vicesindaco Luca Zanotto a esprimere il disappunto della Lega: «Prendiamo atto della scelta del sindaco. Edi Maria Neri, vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, è persona di alto valore, garanzia di legalità e trasparenza, valori importanti sui quali si deve sempre basare una seria azione politica. Spiace che la sua presenza in Giunta non sia stata ritenuta strategica».

«Da parte nostra nessuna polemica perché in un momento difficile come quello che stiamo attraversando il risiko delle nomine non deve mai prevalere sull’impegno che i cittadini e le imprese si aspettano da chi amministra la città» tenta di stemperare così il vicesindaco.

Luca Zanotto
L’assessore e vicesindaco Luca Zanotto

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Oltre alle nomine di Giunta, la città attende da tempo quelle delle aziende partecipate. Amt e Agsm nella fattispecie, entrambe impegnate nella gestione di momenti delicati: il caos filobus per la prima, la fusione con Aim per la seconda.

Pd lingua veneta
Federico Benini (Pd)

Su questo porta l’attenzione il capogruppo del Pd in consiglio comunale Federico Benini: «La montagna ha partorito il topolino. Il tanto annunciato rimpasto di giunta, che si attendeva come liberatorio da ormai due anni, si è risolto in piccoli accordicchi di poltrone incapaci di affrontare le questioni più spinose: Amt si è cacciata in un brutto guaio rescindendo il contratto con l’Ati relativamente al filobus e ora viene lasciata ancora senza presidente. Agsm si avvia alla fusione senza una guida. La Lega viene messa da parte e non mancherà di mettere in campo quanto prima le sue rappresaglie».

«Insomma – continua Benini – Sboarina doveva cambiare passo nel disperato tentativo di concludere in maniera dignitosa almeno gli ultimi due anni di mandato, invece prosegue come prima accontentando un po’ questi e un po’ quelli senza una linea, senza una strategia, senza una visione del futuro».

«Con l’uscita di Edi Maria Neri, che tra i tanti insuccessi paga anche la pessima gestione dell’illuminazione pubblica costringendo tante famiglie a comprarsi pali e cabine della luce, la sproporzione in giunta tra uomini e donne, rimaste soltanto in tre, si aggrava ancora di più».

Registra tensioni all’interno della maggioranza anche il consigliere di Traguardi Tommaso Ferrari: «I due cambi di assessore nella Giunta Comunale dimostrano che questa maggioranza è in balìa di fortissime tensioni al suo interno. Il sindaco Sboarina ha cercato di metterci una pezza, usando il manuale Cencelli» afferma. «Un rimpasto che è solamente un’equa divisione tra le forze politiche dopo l’esito delle elezioni regionali, ma che non restituisce una visione organica della città».

Tommaso Ferrari traguardi
Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi

Aggiunge Pietro Trincanato presidente di Traguardi: «Hanno scorporato la delega al turismo da quella della cultura e quella all’edilizia privata dall’urbanistica, scelte senza logica e senza visione amministrativa, in un momento di crisi profonda come questo, separarle è un atto di egoismo politico che rischia solo di danneggiare e indebolire due ambiti che per ripartire hanno bisogno di una regia comune, come altro esempio lampante di miopia strategica è il continuo rinvio della scelta del nuovo presidente di Agsm». La delega al turismo passa da Briani a Toffali, quella all’edilizia privata da Segala a Bassi.

Lo definisce «rimpastino» Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune. «Mesi e mesi di scontri, minacce, mal di pancia, dispetti, per produrre cosa? Una rimescolatina delle deleghe. Il rimpastino uscito dalla giunta ieri non sistema un bel niente all’interno della maggioranza, tutti i nervi scoperti restano tali e il problema vero è che lo stallo decisionale e amministrativo che da ormai due anni caratterizza l’operato di questa inconcludente maggioranza è destinato a proseguire fino al termine del mandato».

michele bertucco
Michele Bertucco

«È ovvio infatti che la Lega esce a bocca asciutta, non avendo nemmeno il contentino di un mesetto di presidenza di Agsm, dove ora in pole position sembra esserci Casali. Come avevamo osservato fin da tempi non sospetti, era perfettamente inutile fare una nomina in una società destinata a fondersi a fine anno. Amt, che deve affrontare una gigantesca vertenza legale sul filobus, è ancora senza un cda e senza un presidente. Sboarina continua a non governare, tenendo in scacco la città con i suoi tentennamenti e le sue debolezze» conclude Bertucco.

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