Le famiglie e la crisi: drastico taglio della spesa alimentare

L’Istat rende noto che in un solo anno è praticamente raddoppiata dal 6,7 per cento al 12,3 per cento la quota famiglie che dichiarano di non potersi permettere un pasto adeguato, cioè con proteine della carne, del pesce o equivalente vegetariano, almeno ogni due giorni.

La statistica emerge da una elaborazione della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al “Reddito e condizioni di vita”.

Sono saliti a 6,2 milioni gli italiani che vanno ben oltre il rischio di povertà, e ad avere la peggio sono i pensionati – precisa la Coldiretti – tra i quali la percentuale sale al 16,5 per cento, mentre nel sud e nelle isole tocca quota 18,8 per cento, e tra le persone sole con piu’ di 65 anni si batte il record negativo di ben il 21 per cento. Dall’analisi emerge peraltro che piu’ di una famiglia su tre dichiara di aver diminuito, rispetto allo scorso anno, la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati.

Si assiste a un incremento del 9 per cento delle persone costrette a ricevere cibo o pasti gratuiti in mensa o nelle proprie case. Gli italiani indigenti che hanno ricevuto pacchi alimentari o pasti gratuiti attraverso i canali no profit che distribuiscono le eccedenze alimentari hanno raggiunto quasi quota 3,7 milioni, il massimo dell’ultimo triennio. È quanto emerge dall’elaborazione della Coldiretti sui dati della relazione sul ‘Piano di distribuzione degli alimenti agli indigenti 2012’, realizzata dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA), nel 2012.

Le difficoltà familiari, oltre ad essere un insostenibile problema sociale per il Paese, si trasferiscono nei consumi e contribuiscono ad alimentare un clima di recessione. “E’ necessario rompere questa spirale negativa aumentando il reddito disponibile soprattutto nelle fasce piu’ deboli della popolazione per sostenere la ripresa dei consumi”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

Valeria Zardini