Le celebrazioni del 25 aprile a Verona

25 APRILE BRA

Grande partecipazione questa mattina per le celebrazioni della Festa della Liberazione a Verona. Non sono mancate le contestazioni all’amministrazione e in particolare al sindaco Federico Sboarina.

È stata la Messa sulla scalinata di Palazzo Barbieri a inaugurare le celebrazioni ufficiali per il 25 aprile a Verona. Presenti fin dal mattino autorità civili e militari e i rappresentanti delle associazioni di reduci, partigiani e deportati.

Dopo il raduno davanti alla statua di Vittorio Emanuele II per la cerimonia dell’alzabandiera, il corteo ha imboccato via Mazzini per raggiungere piazza Viviani, dove sono stati ricordati i caduti, e poi la Sinagoga, con il ricordo davanti alla targa dedicata alla partigiana Medaglia d’oro al valor militare Rita Rosani.

Non è mancato il canto di “Bella ciao”, e non sono mancate critiche ai rappresentanti delle istituzioni e in particolare al sindaco Federico Sboarina.

In piazza Bra, dopo un momento di preghiera cattolica ed ebraica, sono state quindi depositate corone ai Caduti di tutte le guerre, al monumento al Partigiano e della targa dei Deportati nei campi di sterminio.

Le celebrazioni si sono concluse con i discorsi ufficiali in Gran Guardia, dove Stefano Biguzzi, presidente dell’istituto veronese per la Storia della Resistenza, ha definito il 25 aprile la data più sacra del calendario civile. Il sindaco Sboarina, che ha definito questa data una «Celebrazione per tutti gli italiani», è stato nuovamente contestato.

Poco dopo, sulla scalinata della Gran Guardia, il gruppo più rumoroso dei contestatori si è confrontato in modo piuttosto animato con alcuni studenti. Al centro della discussione le diverse modalità di manifestare l’opposizione all’amministrazione.

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