Lavoro in Veneto: preoccupanti dati II semestre

«I dati relativi all’andamento del lavoro in Veneto nel secondo trimestre 2012 indicano che il tasso di disoccupazione si è attestato al 7%. Una situazione preoccupante, che avevamo immaginato e proprio per questo abbiamo seguito e monitorato tutte le situazioni di crisi e l’andamento degli ammortizzatori sociali, in stretto rapporto di collaborazione con tutte le parti in causa».
Lo sottolinea l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, commentando “La Bussola”, il Rapporto trimestrale sul mercato del lavoro in Veneto, diffuso da Veneto Lavoro.
Il rapporto indica una stagnazione dell’occupazione, attestata ai livelli più bassi generati dalla crisi. Risulta anche arrestata la fase di recupero che si era registrata nel primo semestre del 2011. I disoccupati, ora assestati al 7%, risultano in aumento (anche se il dato nazionale è pari al 10,5%).

Il quesito che ci si propone è il seguente: come si può spiegare che in presenza di volumi occupazionali tendenzialmente stagnanti (o con debolissime oscillazioni positive) il numero di disoccupati esplode?
Queste tendenze sembrano proporre una pietra tombale sulle teorie del “lavoratore scoraggiato” (secondo cui quando l’occupazione cala si generano aspettative negative per la ricerca di lavoro a causa delle quali diminuisce anche il numero di disoccupati espliciti) a meno che non si interpreti – con evidente forzatura – il boom di disoccupati come un segnale di aspettative positive sulla possibilità di trovar lavoro.

Sembra di dover ricercare la spiegazione di queste tendenze in altre direzioni:
la crisi ha aumentato il bisogno di reddito delle famiglie. Dato che numerosi componenti delle famiglie si sono ritrovati con il reddito diminuito (a causa della caduta degli straordinari o del ricorso alla Cig) si è generata una maggior propensione di altri segmenti dell’offerta di lavoro a cercare comunque un’occupazione;
l’irrigidimento delle uscite verso il pensionamento, a causa delle modifiche normative, non ha avuto effetti nel rallentare la dinamica dell’offerta di lavoro quanto nel razionarne la possibilità effettiva di trovar lavoro. Di conseguenza sono aumentati i disoccupati.

«La prossima seduta del Tavolo per lo Sviluppo regionale sarà di grande rilevanza. L’obiettivo sarà infatti dare risposte ad un mercato del lavoro di fatto bloccato e tentar di ribaltare l’attuale sfiducia rispetto alla situazione ed al futuro della nostra economia» ha concluso Donazzan.

La Redazione