Decine di lavoratori in nero e sfruttati in provincia di Verona

La Guardia di Finanza di Verona prosegue nella lotta al caporalato e al lavoro in nero: riscontrati due casi di irregolarità a Soave e a Legnago nei settori dell’agricoltura, delle confezioni tessili e della ristorazione. Dall'inizio dell'anno sono stati 17 i datori di lavoro sanzionati e 400 i lavoratori in nero o irregolari.

guardia di finanza verona lavoro in nero

Continua incessante l’impegno della Guardia di Finanza di Verona per contrastare ogni forma di illegalità nel mondo del lavoro

Nelle ultime settimane, infatti, le Fiamme Gialle della provincia scaligera, nell’ambito delle ordinarie attività di polizia economico-finanziaria, hanno controllato diverse realtà imprenditoriali di varia natura giuridica (società cooperative, s.r.l. e ditte individuali) operanti principalmente nei settori dell’agricoltura, delle confezioni tessili e della ristorazione, individuando decine di lavoratori “in nero” o irregolari oltre che violazioni di natura previdenziale e fiscale. 

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I finanzieri della Compagnia di Legnago, in un caso hanno appurato che i datori di lavoro reclutavano manodopera (per lo più di origine extracomunitaria) allo scopo di impiegarla anche presso terzi soggetti in condizioni di vero e proprio sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori, costretti a orari e condizioni palesemente difformi da quelle previste dai contratti nazionali. In taluni casi venivano impiegati per 10/12 ore giornaliere, sette giorni su sette, in luoghi di lavoro sprovvisti di servizi igienici e con pressante sorveglianza per l’ottenimento di maggiori rendimenti. Senza parlare della paga oraria, ben lontana dai minimi salariali. Vere e proprie forme di “caporalato”, ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria. 

La Compagnia di Soave ha identificato manodopera in nero o irregolare nell’ambito di controlli nei confronti di aziende operanti nel settore vitivinicolo (svolti in concomitanza con la recente vendemmia). Inoltre, in un parco termale – gestito da un’azienda con sede in altra regione – i finanzieri hanno riscontrato che il 50% degli addetti ai servizi di ristorazione erano impiegati completamente “in nero”. Sono scattate, pertanto, le segnalazioni agli organi competenti per l’elevazione delle conseguenti sanzioni amministrative. 

I dati da inizio anno

Dall’inizio dell’anno il dispositivo di contrasto attuato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza nello specifico settore ha permesso di individuare ben quattrocento persone impiegate in violazione della normativa sul lavoro (210 lavoratori “in nero” e 190 lavoratori irregolari), di sanzionare 17 datori di lavoro e denunciare alla locale Procura della Repubblica tre soggetti per “caporalato”

Il fenomeno dello sfruttamento della manodopera, tema peraltro oggetto di particolare attenzione anche da parte della locale Autorità prefettizia, oltre a costituire un’insidiosa e assai dannosa forma di concorrenza sleale nei confronti degli operatori economici onesti e rispettosi della legalità poiché ancorato a forme di evasione fiscale e contributiva, rappresenta principalmente un danno in capo ai lavoratori stessi ai quali spesso non sono riconosciuti i più basilari diritti previsti dalla legge e sono negate le minimali condizioni di sicurezza, così favorendo le tragiche conseguenze che gli ultimi fatti di cronaca ci mostrano. 

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