Lavori pubblici Regione Veneto, a Verona 50 milioni per il piano triennale

Approvato oggi dal Consiglio regionale del Veneto il Programma triennale dei Lavori Pubblici 2024-2026, oltre 233 milioni di euro per 116 progetti. Nel Veronese arrivano 50 milioni per sicurezza idraulica e sostenibilità.

Consiglio regionale Veneto - lavori pubblici ORIZZONTALE
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Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato, con 32 voti favorevoli e 7 astenuti, il Programma triennale dei Lavori Pubblici 2024-2026 ed Elenco annuale 2024 dell’Amministrazione Regione del Veneto. Il provvedimento era stato già licenziato dalla Seconda commissione, in cui era incardinato, a maggioranza, senza voti contrari.

Hanno presentato in Aula la Proposta di Deliberazione Amministrativa, il Relatore, Alessandra Sponda (Lega-LV), e il Correlatore, Arturo Lorenzoni (Portavoce Opposizione).

Si tratta del programma per la pianificazione di lavori pubblici quali sicurezza idraulica, sostenibilità e recupero del patrimonio storico. L’ammontare complessivo delle risorse per il triennio ammonta a oltre 233 milioni di euro (233,660,787.65). Di questi, 50 milioni sono per il territorio veronese.

Nel complesso, sono indicati 116 progetti. Per gli interventi inseriti nell’Elenco annuale 2024 risulta già prevista la copertura finanziaria in bilancio. Per il 2024, la disponibilità finanziaria ammonta a euro 96,190,886.40. Per il secondo anno, sarà di euro 60,963,700.00; per il terzo, di 76,506,201.25.

I commenti dei consiglieri

«L’approvazione della Proposta di deliberazione che rende operativo il Piano triennale dei lavori pubblici ci permette di portare a Verona risorse per oltre 50 milioni di euro» sottolinea il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Daniele Polato.

«Il piano dei lavori pubblici – prosegue Polato – prevede su Verona 14 interventi da qui al 2026, con 34,4 milioni di euro già finanziati per quest’anno quindi 7,8 milioni di euro per il 2025 e 8,9 milioni di euro per il 2026. Tra gli interventi su Verona ci sono i lavori di sistemazione idraulica dei corsi d’acqua Illasi, Tramigna, Tramignola, Alpone, Chiampo e Aldegà, quelli di manutenzione dei torrenti Negrar, Tasso, Marano, Fumane, del fiume Mincio e dei corsi d’acqua afferenti al lago di Garda» e i lavori di sistemazione del fiume Adige nel comprensorio idraulico di Verona, oltre alle risorse per il progetto della Ciclovia del Garda».

Daniele Polato - consigliere regionale Veneto
Daniele Polato – consigliere regionale Veneto

In sede di discussione generale, Anna Maria Bigon (Pd) ha sottolineato «la diversità degli interventi previsti tra una provincia e l’altra».

Stefano Valdegamberi (Misto) ha chiesto informazioni «sul project financing relativo agli interventi da effettuarsi presso il torrente Progno in Val d’Illasi: la Giunta regionale deve prendere a cuore questo problema perché ad oggi tutto mi sembra fermo. La ghiaia non può provenire da Brescia ma potrebbe essere ricavata da pochi chilometri di distanza. È un problema di organizzazione».

«Abbiamo fatto tutte le integrazioni a norma di legge, nonché i dovuti aggiornamenti relativi a determinati interventi. Ora le opere possono partire, vista la loro importanza per il territorio e la popolazione». Con queste parole il consigliere della Lega-Liga Veneta, Alessandra Sponda che ha commentato l’approvazione della Proposta di Deliberazione Amministrativa n.77.

«Ne abbiamo discusso nelle scorse riunioni della Seconda Commissione consiliare, prendendo in esame le varie schede del programma triennale: dal quadro delle risorse necessarie alle eventuali opere incompiute, dagli immobili disponibili alla priorità degli interventi, dagli interventi ricompresi nell’elenco annuale a quelli dell’elenco annuale precedente. In particolare, – sottolinea Sponda – si trattava di tenere in considerazione gli adempimenti richiesti dal nuovo Codice degli appalti e dalla normativa anticorruzione. Tutti questi passaggi sono stati fatti e le procedure necessarie per i vari interventi possono partire», conclude la consigliera.

«Si tratta – commenta il correlatore Arturo Lorenzoni – in gran parte di fondi vincolati dai finanziamenti ricevuti, fondi statali ed europei del PNRR, ma io credo gli importi siano indicativi delle priorità. Se spendiamo 55,6 M€ per le ciclovie e 38,6 M€ per la difesa del territorio, forse un problema di visione e di governo del territorio lo abbiamo. Dei 96,2 M€ di preventivo di spesa, solo 4,4 M€ vengono da stanziamenti di bilancio. Dov’è l’impegno per accelerare la messa in sicurezza del territorio sempre più minacciato dalle emergenze meteorologiche? Io credo manchi totalmente una capacità di programmazione e di indirizzo, lasciando che la spesa sia guidata dai fondi messi a disposizione dallo stato oppure, peggio, dalle emergenze che impongono interventi improcrastinabili».

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La presentazione in aula

Il consigliere segretario Sponda, nel suo intervento, ha evidenziato come la programmazione dei lavori, dei servizi e delle forniture oggetto del Nuovo Codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, rivesta un ruolo strategico nel vigente assetto normativo, con particolare riferimento all’attuazione dei principi di buon andamento, economicità ed efficienza dell’azione amministrativa nella materia della contrattualistica pubblica. Ai sensi dell’articolo 37 del Codice ‘Programmazione dei lavori e degli acquisti di beni e servizi’, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti adottano il Programma triennale dei lavori pubblici e i relativi aggiornamenti annuali per i lavori il cui valore stimato sia pari o superiore alla soglia, di cui all’articolo 50, comma 1, lettera a) del Codice, euro 150.000, documenti che, ai sensi della lettera a) del comma 1 del citato articolo 37, devono essere approvati nel rispetto dei documenti programmatori e in coerenza con il bilancio. Il Programma è redatto ogni anno, scorrendo l’annualità pregressa e aggiornando i programmi precedentemente approvati. L’inserimento di un’opera nell’elenco annuale dei lavori pubblici costituisce condizione necessaria per l’avvio della procedura.

Per quanto riguarda la procedura programmatoria di competenza regionale, la Legge regionale n. 27 del 2003 ‘Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche’, all’articolo 4, comma 2, dispone che il Consiglio regionale approvi il Programma triennale e l’elenco annuale dei lavori adottati dalla Giunta regionale. Con DGR n. 81 del 12 febbraio 2024, la Giunta regionale ha quindi adottato lo schema di Programma triennale 2024-2026 e dell’Elenco annuale 2024 dei Lavori pubblici di competenza regionale, di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a) della L.R. 27/2003. Il Programma si compone delle seguenti schede: Scheda A: Quadro delle risorse necessarie alla realizzazione del programma; Scheda B: Elenco delle opere incompiute (che risulta vuoto); Scheda C: Elenco degli immobili disponibili (anch’esso vuoto); Scheda D: Elenco degli interventi del Programma (nel quale, tra le altre cose, viene indicato il livello di priorità di ciascun intervento: massima, media, minima); Scheda E: Interventi ricompresi nell’Elenco annuale; Scheda F: Elenco degli interventi presenti nell’elenco annuale del precedente programma triennale e non riproposti e non avviati.

Il Correlatore Lorenzoni ha rappresentato come «il provvedimento è insufficiente perché da esso non si può comprendere chiaramente quale sia stato l’ammontare della spesa regionale negli ultimi anni e, soprattutto, non si può determinare la qualità degli investimenti. Servirebbero più informazioni. E sottolineo una anomalia: nel 2027, sono stati stanziati 672,2 milioni di euro, una somma davvero imponente rispetto alla media annuale di spesa contenuta nel Piano triennale, dovuta in grandissima parte all’Idrovia Padova-Venezia, un’opera di importanza capitale per la sicurezza idrogeologica del territorio, ma che aspetta da decenni di essere completata. Questo mi fa pensare a un documento che, più che avere una ricaduta reale, sembra solo un bel libro dei sogni. Consiglio maggiore prudenza e attenzione per il documento che verrà presentato il prossimo anno. Come opposizione, ci asterremo perché riteniamo modesto lo sforzo profuso dall’Amministrazione regionale. Chiediamo di mettere in primo piano la sicurezza idrogeologica».

In sede di dichiarazione di voto, Jonatan Montanariello (Pd) ha ricordato che «ogni anno, i programmi regionali delle opere pubbliche sono praticamente gli stessi. Ci sono tanti interventi a carattere più regionale, meno legati alle grandi opere, come la pista ciclabile del Brenta, che meriterebbero più attenzione».

Giuseppe Pan (Lega-LV) ha giudicato il programma «importante, con significativi interventi previsti, in gran parte per affrontare il rischio idraulico, con una visione di sostenibilità futura della nostra Regione, valorizzando le piste ciclabili. Credo che le ricadute economiche saranno importanti».