L’Arena riparte, ma i lavoratori dello spettacolo protestano

Una serata storica, quella di ieri, per l'Arena di Verona. Un festival inedito, con un palco centrale e un'atmosfera mai vissuta nell'anfiteatro. Non è tutto rose e fiori però per i lavoratori del mondo dello spettacolo.

sindacati in piazza bra lavoratori dello spettacolo

Una serata storica, quella di ieri, per l’Arena di Verona. Un festival inedito, con un palco centrale e un’atmosfera mai vissuta nell’anfiteatro. Non è tutto rose e fiori però per i lavoratori del mondo dello spettacolo.

In piazza Bra ieri mattina si sono ritrovati con i sindacati di settore per portare l’attenzione si disagi della categoria. «Gli spettacoli dal vivo ufficialmente sono ripresi il 15 giugno, ma la quasi totalità dei lavoratori di questo settore vive ancora una situazione drammatica perché la ripresa si sta rivelando complessa e articolata» scrivevano i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil nell’annunciare la partecipazione al presidio.

«I lavoratori del settore, inoltre, non hanno ancora un sistema di ammortizzatori sociali che possa rendere meno complicato il superamento di questo periodo e chiaramente i “Bonus” erogati finora (nazionali e/o regionali) non sono sufficienti a soddisfare i bisogni essenziali» hanno aggiunto i tre sindacati in vista del ritrovo «per sensibilizzare le Istituzioni e i cittadini sulle problematiche di questo settore, che produce immensa ricchezza in termini culturali, occupazionali e anche economici».

Ha aderito anche il sindacato Adl Cobas: «Falsa ripartenza, perché sappiamo che Fondazione Arena ha lasciato a casa per la stagione estiva oltre cinquecento lavoratori e lavoratrici dello spettacolo (senza considerare chi svolgeva servizi terziari o accessori agli eventi)».

«500 figure professionali, provenienti da tutta Italia, che abitualmente organizzano il proprio lavoro (e vita) consapevoli di un semestre lavorativo nella grande macchina di eventi dell’Arena: senza alcun preavviso o comunicazione non si sono viste rinnovare il contratto a tempo determinato».

«Ci chiediamo come sia possibile che uno degli enti culturali più grossi e potenti possa avere un comportamento di questo tipo, in una situazione nella quale migliaia di lavoratori e lavoratrici rischiano di dover cambiare lavoro. Un comportamento eticamente deprecabile e che scarica il costo delle misure di contenimento del coronavirus unicamente sui lavoratori» è il punto di vista di Adl Cobas.

Il consigliere comunale Michele Bertucco: «Tema centrale sono i salari»

Sulla posizione della Fondazione Arena si esprime anche il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco. «Possiamo pure sperare che questo minifestival lirico-sinfonico sia in grado di dare impulso all’atteso rilancio della Fondazione Arena, ma nessuno può crederlo realmente, almeno fintanto non verranno affrontati alla radice i problemi che da almeno un decennio affliggono l’ex ente lirico, e non prima che venga ristabilito un sistema di relazioni sindacali quanto meno “normale”».

«In questo senso, il presidio promosso nel giorno della “prima” dalle organizzazione sindacali dei lavoratori dello spettacolo, ci dice che siamo ancora ben lontani da uno scenario del genere. Il tema dei salari, non solo dei lavoratori alle dirette dipendenze della Fondazione Arena, ma anche della immensa schiera degli stagionali, fondamentali nel preparare il teatro all’aperto più bello del mondo, rappresenta un tema centrale per il futuro della Fondazione Arena. Solo una dirigenza classista e autoreferenziale può pensare di ignorare questa semplice verità».

«I lavoratori con i loro sacrifici hanno contribuito a salvare dal fallimento l’ex ente lirico Arena nel 2016 e contribuiscono a salvarlo oggi dalle conseguenze della crisi del Covid. Nel frattempo la dirigenza non ha affrontato nessuno dei problemi strutturali che da anni affligge l’ente, il quale continua a soffrire di pensanti problemi di patrimonializzazione, di contribuzione insufficiente di trasparenza e, appunto, di relazioni sindacali».

«Da una prima lettura del bilancio 2019 di Fondazione Arena risultano fuori luogo anche i toni trionfalistici con cui esso era stato dipinto qualche settimana fa. I revisori dei conti fanno notare che resta ancora aperta dal 2013 la partita del conferimento all’ex Arena Extra ora Arena di Verona Srl dell’archivio bozzetti e figurini. A proposito di trasparenza, i revisori ritengono che il Comune debba indicare analiticamente le condizioni a cui il affitta l’anfiteatro Arena per gli spettacoli extra lirica. Dal bilancio emerge poi che aumenta la mole dei debiti non più esigibili, mentre Arena di Verona Srl continua a fare sempre meno utili: dai 174mila euro del 2018 ai 72mila del 2019, 100mila euro in meno in un anno».