L’Archivio Storico della Curia sarà digitalizzato

Annotazioni personali, scomuniche e informazioni racchiuse in 12 faldoni contenenti 1.200 metri di documenti risalenti al 1400 in avanti. Si trovano nell’Archivio Storico della Curia di Verona che ora, grazie al finanziamento di 145mila euro ricevuto da Fondazione Cariverona, ha deciso di digitalizzare il proprio patrimonio archivistico tramite uno scanner planetario. Una decisione necessaria, soprattutto per lo status precario di molti documenti danneggiati dall’alluvione del 1881, ma anche di grande valore per gli studiosi di tutto il mondo, che potranno così consultare da remoto i testi. Al centro dell’operazione saranno alcune visite apostoliche nella Repubblica Veneta realizzate dal cardinale Agostino Valier, vescovo di Verona dal 1565 al 1606.

Un’operazione delicata ma necessaria quella che sta per realizzare l’Archivio Storico della Curia di Verona che, grazie al finanziamento di 145mila euro della Fondazione Cariverona, inizierà la digitalizzazione del proprio inestimabile patrimonio documentale. Un’iniziativa che sarà possibile anche dall’acquisto di uno scanner planetario, fondamentale per la digitalizzazione di testi antichi e fragili.

Saranno più di 1.200 metri di documenti a essere convertiti, tra cui anche gli appunti delle visite apostoliche nei territori della Repubblica veneta svolte per conto della Santa Sede dal cardinale Agostino Valier, vescovo di Verona dal 1565 al 1606. Una raccolta che, una volta trasposta in formato digitale, potrà essere linfa vitale per i ricercatori di tutto il mondo. Alcuni dei documenti, infatti, erano già stati messi a disposizione online in passato, ma non erano le copie anastatiche, bensì trascrizioni a computer.

Il direttore dell’archivio, don Guglielmo Bonfante, parla di vere e proprie fonti di informazioni per le parrocchie che con questi documenti possono risalire alle origini di molti dei restauri succeduti nel corso dei secoli o a sacerdoti scomunicati perché corrotti. Il fondo, che era stato danneggiato dall’alluvione del 1882, è ora censito sul portale Ecclesiae Venetae, mentre saranno consultabili sul sito della diocesi di Verona.