“Lanterne di Pace sull’Adige” per dire no al nucleare
Per non dimenticare quanto avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale, il Comitato veronese per le iniziative di pace è impegnato da anni nel promuove a Verona la manifestazione “Lanterne di Pace sull’Adige”. Per quest’anno il programma prevede l’appuntamento domani sera, 9 agosto, con inizio dalle ore 20, tra la vasca dell’Arsenale e l’ansa dell’Adige sotto Castelvecchio.
L’evento di riferimento è l’attacco atomico contro Hiroshima e Nagasaki, che provocò la morte di più di 210mila persone, tra cui circa 38mila neonati e bambini. Il 6 e il 9 agosto del 1945 hanno segnato un “prima” e un “dopo” nella storia dell’umanità, risvegliando così nelle persone una certa consapevolezza riguardo l’accaduto.
Anche il Comune di Verona si posiziona al fianco della manifestazione quest’anno, riconoscendo per la prima volta il patrocinio alla manifestazione. L’appuntamento è stato presentato dall’assessore alla Memoria storica Jacopo Buffolo insieme a Mao Valpiana del Comitato veronese iniziative di pace.
Le parole dell’assessore Buffolo
«Il pericolo atomico – dichiara l’assessore Jacopo Buffolo – ha condizionato in maniera importante tutto il periodo della guerra fredda, generando grandissimi timori che, oggi, si pensavano lasciati alle spalle. Purtroppo i recenti conflitti hanno innalzato il livello di tensione mondiale» afferma. Sottolineando anche che divengono nuovo motivo di preoccupare e riportando all’attenzione la necessità di lavorare in maniera trasversale in favore della pace».
Sensibilizzare alla pace e ricordare questo evento cruciale della storia dell’umanità avvenuto quasi ottant’anni fa, Buffolo sottolinea che: «L’appello alla pace non è mai troppo e deve essere sostenuto da tutti. Da qui la volontà come Amministrazione di patrocinare l’evento, per accrescerne visibilità e partecipazione da parte della cittadinanza».
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Le parole di Mao Valpiana rappresentante del Comitato veronese iniziative di pace
Anche Mao Valpiana, dal Comitato veronese di iniziative di pace, è intervenuto a riguardo, facendo notare come: «Nessun ordigno è stato utilizzato dopo il 1945, ma gli oltre 2mila test compiuti da allora hanno contribuito a rafforzare il pericolo. E oggi viviamo nella situazione di più alto rischio di utilizzo di armi nucleari della storia recente, esasperato dall’acuirsi delle tensioni internazionali dovute ai conflitti in Ucraina e in Palestina e dall’aumento delle minacce nucleari».
Le vicende globali, alzano l’antenna d’allarme, e Valpiana evidenzia che: «Dalle città si alza forte la voce per scelte concrete di disarmo nucleare. Una voce che viene rilanciata con il lavoro collettivo globale della società civile impegnata per il disarmo nucleare, a protezione della vita di tutte le persone».
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