Lancia tegole dal tetto per evitare lo sfratto: denunciato

Paura stamattina a Caselle di Sommacampagna, dove una famiglia di origini tunisine si è ribellata alle procedure di sfratto esecutivo. L’uomo, un 54enne, è infatti salito sul tetto minacciando di gettarsi nel vuoto e lanciando tegole agli operatori, mentre la donna con il figlio più piccolo si è chiusa in casa con la minaccia di dare fuoco allo stabile. Sul posto anche due negoziatori che sono riusciti a riportare la calma dopo ben 9 ore di mediazione.

I Carabinieri della Compagnia di Villafranca di Verona hanno denunciato due cittadini di origini tunisine classe ’65 e classe ’80 per i reati di resistenza a Pubblico Ufficiale in concorso e procurato allarme.

Nella mattinata odierna, all’interno di un appartamento presso la cosiddetta corte Macaccara (a Caselle di Sommacampagna), la famiglia B.H.Y. ha tentato a più riprese di ostacolare le procedure di sfratto esecutivo a cui era sottoposta richiedendo così l’intervento dei militari dell’Arma, insieme alla Polizia Locale di Sommacampagna, ai Vigili del Fuoco di Verona e al Suem 118. A più riprese si è tentata una mediazione che è durata circa 9 ore. L’uomo (B.H.Y. F., classe ’65) è infatti salito sul tetto dell’immobile, minacciando di gettarsi nel vuoto e tirando numerose tegole contro tutti coloro che tentavano di avvicinarsi. La moglie (A.I., classe ’80) si è invece barricata in casa, con il figlio minore, di 4 anni, minacciando di dar fuoco all’intero stabile con l’utilizzo di alcune bombole di gas. Temendo per il peggio, per preservare l’incolumità del minore e dei presenti nell’abitazione, i Carabinieri hanno attivato i due negoziatori del Comando Provinciale di Verona. Dopo ore di intervento in cui si è tentata un’opera di persuasione, i Carabinieri sono riusciti ad entrare al piano dove era presente la donna con il minore e a bloccarla definitivamente. Dopodiché il marito, che era sul tetto, ha deciso di scendere spontaneamente con l’aiuto della scala mobile dei vigili del fuoco. Per loro scatterà una denuncia a piede libero per i reati di resistenza a Pubblico Ufficiale in concorso e procurato allarme.

Nel frattempo grazie al sindaco del Comune di Sommacampagna è stato individuato dagli assistenti sociali uno stabile alternativo per far alloggiare temporaneamente l’intera famiglia, composta da altri tre figli che nella giornata odierna non era presenti poiché a scuola.