La violenza fatta di pregiudizi spiegata giovedì al Pasoli di Verona

L'Associazione Avvocati per la Famiglia e i Minori del Veneto organizza un incontro con gli studenti, giovedì 25 novembre presso l'Istituto Copernico Pasoli di Verona per parlare della violenza contro le donne, fatta anche di pregiudizi.

violenza donne abusi giornata contro la violenza sulle donne

La violenza contro le donne non è solo fisica; è spesso una violenza fatta di pregiudizi. Pregiudizi secondo i quali la donna è subalterna all’uomo, inferiore, debole, inadatta.  Derivano dall’antichità  e sono la base su cui poggia la società in cui tutt’ora viviamo. Pregiudizi che entrano anche nelle aule di giustizia e trasformano la donna vittima di reato in un soggetto costretto a difendersi. 

Di questo ha deciso di parlare Aiaf, l’Associazione Avvocati per la Famiglia e i Minori del Veneto, il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.

Alle ore 11 presso l’Aula Magna dell’Istituto Copernico Pasoli di Verona (sede di Via Dalla Corte), ci sarà un incontro durante il quale avvocati, giudici,  vittime di violenza,  parleranno ad una platea di un centinaio di ragazzi.

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Il programma

Si partirà dall’inizio, dall’antichità. Da dove arriva la disparità tra uomo e donna? Il delitto d’onore, il matrimonio riparatore, a che passato appartengono? Perché oggi la legge tutela le donne ma la società no? 

Un incontro realizzato insieme all’Istituto Copernico Pasoli, alla Rete Scuola e Territorio, l’Associazione Prospettiva Famiglia e l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Verona

«Questo evento nasce da due desideri diversi -, spiega Sabrina De Santi, Presidente di Aiaf Veneto -. Innanzitutto raccontare l’origine della disuguaglianza tra uomo e donna. In secondo luogo, da avvocati, c’è sembrato importante parlare di una violenza diversa da quella fisica ma allo stesso modo distruttiva. Quella che troviamo ancora troppo spesso nelle aule di Tribunale». 

«Faccio un esempio – prosegue De Santi -. La violenza sessuale è l’unico delitto in tutto il mondo che ha come sospettata principale la vittima. Come era vestita, come si era comportata, quanto aveva bevuto o provocato. Nella ricostruzione dei fatti al centro del processo giocano un ruolo fondamentale i pregiudizi, gli stereotipi. Il processo, purtroppo, riflette la concezione che abbiamo della società. Cosa ci aspettiamo da una donna e cosa ci aspettiamo da un uomo». 

La scelta, poi, di parlarne davanti ai ragazzi della scuole, in un incontro che non sarà un convegno ma un dialogo tra studenti e relatori, non è casuale.

«È l’ottavo anno che organizziamo un evento insieme agli studenti perché siamo convinti che un giovane consapevole sarà di sicuro un adulto migliore», spiega Daniela Galletta, professoressa e Coordinatrice della Rete “Scuola e Territorio”.

«Si pensa che la questione della violenza sia una cosa che interessi prevalentemente le ragazze. Non è vero, ogni anno abbiamo notato come siano i ragazzi quelli addirittura più colpiti e interessati all’argomento. E loro, i giovani, uomini e donne, sono la nostra forza, sono quelli su cui puntare per il cambiamento». 

Durante la mattinata, in Aula Magna, a raccontare come in un processo la vittima possa essere trasformata in colpevole, e quali siano gli strumenti legali a difesa della donna, ci sarà l’avvocato penalista e dottore europeo di ricerca in diritto costituzionale Stella Romano. Interverranno con contributi video la giudice Paola Di Nicola, autrice di una sentenza famosa nell’ambito del processo delle baby squillo dei Parioli, e Lucia Annibali, avvocato, vittima di violenza e ora parlamentare della Repubblica Italiana.

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