LA SHOAH IN UNA MOSTRA DEGLI STUDENTI DELLA LESSINIA

Hanno lavorato per capire il pregiudizio, le leggi razziali e la Shoah: i lavori creati dagli studenti delle classi di terza media di boscochiesanuova, Cerro e Roverè con l’ausilio dei loro insegnanti sono ora esposti nell’ingresso della sala Olimpica, al teatro Vittoria di Bosco, per la settimana che il Comune dedica alla Giornata della Memoria.

La prolusione si è avuta con l’incontro in teatro con Paolo Ruggero Jenna, vicepresidente dell’associazione «Figli della Shoah», legato a Bosco Chiesanuova per il periodo vissuto da sfollato e per la triste vicenda dell’arresto del padre, avvocato ebreo di Verona, costretto a lasciare il suo lavoro nonostante i meriti acquisiti sul fronte della Grande guerra.

«Papà era partito volontario per il fronte ed era stato ferito sui monti sopra Bosco dove presidiava le artiglierie di Castelberto, Cima Mezzogiorno e Malera. Quando si trattò di sfollare da Verona, dopo l’8 settembre 1943, scelse questo paese perché conosceva i posti ed era certo che nessuno lo avrebbe tradito», ha raccontato il figlio, ricordando la famiglia Sponda dove avevano preso alloggio in località Càrcaro.

Messo sull’avviso da un partigiano che si preparava un rastrellamento a tenaglia fra le Brigate nere e un reparto di paracadutisti tedeschi, accettò di trasferirsi ad Erbezzo dove i salesiani avevano messo a disposizione una camera per la famiglia. Un posto di bloccò fermò l’avvocato Jenna e suo figlio undicenne. E dopo la lettura sulla carta d’identità che il fermato era «di razza ebraica», ci fu l’arresto immediato.

«Mi salvai perché mio padre mi presentò come un ragazzo del posto che doveva indicargli la strada», racconta il figlio commuovendosi ancora al ricordo di quel distacco nel quale gli fu negato anche l’ultimo abbraccio. Trasferito a Verona e poi nel campo di Bolzano, Ruggero Jenna morì ad Auschwitz il 28 ottobre 1944, appena sceso dal convoglio dopo quattro giorni di viaggio fu avviato alle camere a gas.

«La guerra era agli sgoccioli, ma la macchina da guerra dello sterminio non si fermava», ha ricordato Paolo Ruggero Jenna, introducendo alla visione del film «Monsieur Batignole» di Gérard Jugnot. Sono temi che gli studenti hanno affrontato a scuola attraverso i ghetti di ieri e di oggi. I cartelloni dello loro mostra raccontano i razzismi. All’ingresso le pregiate riproduzioni di miniature ebraiche di Loretta Leso fanno riflettere sul patrimonio di cultura che accompagna il popolo ebraico e le foto delle sagome costruite per il vagone ferroviario dei deportati richiamano la tragedia della Shoah.

Sabato 30 gennaio, sempre in Teatro Vittoria, alle 21, ci sarà la proiezione del film «Il pianista», di Roman Polanski (ingresso libero), introdotta dell’Insieme corale Ecclesia Nova e seguita da un incontro con Paolo Jenna. La mostra personale di Loretta Leso e quella degli studenti sono visitabili fino a domenica 31 (ore 10-12 e 15-19 con ingresso gratuito).

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