La sanità veronese scrive una lettera ai cittadini

Tutte le sigle e le realtà sanitarie scaligere, su idea del Rettore Nocini, si rivolgono con uno scritto ai veronesi: «Abbiamo bisogno di Voi, abbiamo bisogno di sentire che i nostri sforzi siano valutati tenendo sempre in considerazione l’eccezionalità e la gravità della pandemia di COVID-19».

Pierfrancesco Nocini
Il professor Pier Francesco Nocini.

Una lettera nata su iniziativa del Magnifico Rettore dell’Università di Verona Pier Francesco Nocini e firmata da un lungo elenco di ordini professionali e realtà impegnate nel settore sanitario, è stata inviata agli organi di stampa affinché ne diano visibilità per raggiungere tutti i cittadini di Verona e provincia.

Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Azienda ULSS9 Scaligera, Ordine dei Farmacisti della Provincia di Verona, Ordine degli Infermieri di Verona, Ordine dei Medici e Odontoiatri della Provincia di Verona, Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Verona,Ordine della Professione di Ostetrica della Provincia di Verona, Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie e Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione di Verona e Università di Verona si rivolgono con questo scritto ai veronesi per condividere alcune riflessioni e preoccupazioni sulla pandemia di COVID-19.

IL TESTO DELLA LETTERA

Ci troviamo di fronte ad una delle più grandi tragedie della Storia dell’Umanità, con gravissime conseguenze sulla salute della popolazione – ad oggi secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci sono stati oltre 80 milioni di casi accertati con quasi un milione e 800 mila morti – e sull’economia mondiale con un aumento della disoccupazione, soprattutto giovanile, e del divario nella ricchezza.

L’Italia è stato il primo paese occidentale ad essere colpito dalla pandemia e ancora oggi è uno dei paesi con il maggiore numero di casi e con un numero di morti rispetto ai malati tra i più elevati. Abbiamo tutti di fronte agli occhi le immagini di Bergamo, così come quelle dei volti dei pazienti, ricoverati in ospedale privi del conforto dei familiari, e dei volti di medici e infermieri segnati dalla stanchezza e dal senso di impotenza di fronte ad una patologia sconosciuta. Da allora sono stati fatti notevoli passi in avanti; la ricerca nazionale ed internazionale ed il contributo di importanti ricerche di medici veronesi, hanno permesso di comprendere meglio l’andamento della patologia, di capire quali sono le terapie più adeguate e quali i comportamenti più efficaci per limitare la diffusione del contagio. Nonostante questo, il virus SARS-CoV-2 non ha mollato la presa e ancora oggi ci troviamo ad affrontare una situazione emergenziale drammatica. La cosiddetta seconda ondata sta colpendo in modo particolare la nostra Regione e la nostra Provincia. Si poteva evitarlo? Forse, difficile dirlo, così come è difficile indicare quali siano le strade da percorrere. Pensiamo, tuttavia, che il nostro Servizio sanitario sia riuscito a rispondere in maniera adeguata all’emergenza. A Verona abbiamo dovuto fronteggiare oltre 48.000 casi con migliaia di ricoverati in reparti COVID e in terapia semintensiva/intensiva.

Situazione non facile, ma crediamo che la rete ospedaliera e territoriale abbia retto. Certo, non tutto ha funzionato come speravamo. Le conseguenze sono ricadute anche sui pazienti affetti da altre patologie, visite ed esami sono stati in molti casi necessariamente rinviati e si sono registrati ritardi. Ma siamo riusciti, almeno così riteniamo, a dare sempre risposta alle situazioni più gravi non lasciando indietro nessuno. Tutti i Professionisti Sanitari, senza distinzione, hanno dato fondo a tutte le loro energie e mostrato uno spirito di dedizione che è andato oltre la professionalità richiesta. è proprio grazie al loro lavoro che il sistema ha retto, questi lavoratori non si sono tirati indietro nonostante appartengano, come dimostrano i dati dell’INAIL, alla categoria lavorativa maggiormente colpita dal contagio. Ma il sistema sanitario ha retto e continuerà a reggere soprattutto grazie alla collaborazione e alla vicinanza della popolazione. Abbiamo bisogno di Voi, abbiamo bisogno di sentire che i nostri sforzi siano valutati tenendo sempre in considerazione l’eccezionalità e la gravità della pandemia di COVID-19.

Abbiamo di fronte ancora mesi difficili, siamo tutti stanchi ma non possiamo permetterci di mollare. Dobbiamo fare tutti la nostra parte comportandoci in maniera adeguata. Un ruolo importante da questo punto di vista dovrà, come sempre, essere svolto dai giornalisti con una informazione libera ed equilibrata. Oggi più che mai abbiamo bisogno di essere uniti, di camminare nella stessa direzione. Abbiamo iniziato una campagna vaccinale senza precedenti. In meno di un anno, grazie agli sforzi congiunti delle Aziende Farmaceutiche e degli Enti Pubblici, sono già stati sviluppati alcuni vaccini anti-SARS-CoV-2 e altri arriveranno a breve. L’Agenzia Italiana del Farmaco vigilerà sulla loro sicurezza e l’Università di Verona – come ricordato dal Direttore dell’AIFA in una recente conferenza stampa – sarà in prima fila in questa attività. Vaccinarsi, e per primi lo hanno cominciato a fare gli operatori sanitari, dovrà essere un imperativo etico per tutti, con la consapevolezza che così si potrà sconfiggere il virus. Come ha scritto Papa Francesco “Nessuno può salvarsi da solo”: solo unendo efficacemente le forze e dandoci una mano per aiutare chi ne ha bisogno, potremo ritornare a sognare e superare insieme questo difficile momento.