La Riforma Cartabia spiegata da AIAF Veneto

La Riforma del processo civile, di prossima entrata in vigore, rappresenterà una svolta epocale per quello che attiene alle questioni familiari. AIAF ha organizzato un maxi corso dedicato proprio ad approfondire le novità, che si aprirà venerdì 3 febbraio nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona.

Sabrina De Santi di Aiaf Veneto
Sabrina De Santi, presidente di Aiaf Veneto.

Un maxi corso di undici lezioni, la prima a Verona e l’ultima a Cagliari, per coinvolgere tutta Italia nella rivoluzione che rappresenterà l’entrata in vigore della Riforma Cartabia per quello che attiene al processo civile. È quello che ha voluto Aiaf Veneto, con la collaborazione delle associazione di altre 11 regioni italiane, e che si aprirà a Verona venerdì 3 febbraio con una giornata nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona

Sono già oltre mille gli avvocati di tutta Italia che si sono iscritti al corso. E se Verona sarà laboratorio per quello che riguarda gli addetti ai lavori, importante per Aiaf Veneto sottolineare come molti aspetti della Riforma riguarderanno direttamente le famiglie.

In che modo lo spiega la Presidente Sabrina De Santi. «La riforma del processo civile implica un grande cambiamento”, spiega De Santi. “Non solo per gli avvocati ma soprattutto per le famiglie. Questa riforma raccoglie tutti gli impulsi arrivati dalla comunità internazionale e recepisce la giurisprudenza della Cassazione che da tempo ormai è sempre più concentrata nel fornire una giustizia a misura di famiglia e di minore».

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Ma quali sono gli aspetti della Riforma che avranno un impatto diretto sulla vita delle famiglie?

«Innanzitutto -spiega De Santi – questa riforma istituisce una corsia preferenziale per le questioni che riguardano la violenza domestica. Casi di maltrattamento trattati in sede civile. E non solo per quello che riguarda le donne vittime di violenza. Stessa attenzione e urgenza nei confronti dei minori che assistono a quella violenza. Inoltre, per i casi che arriveranno a processo, i casi più gravi, ci sarà l’istituzione della figura del “curatore speciale del minore”, in linea con le convenzioni internazionali che l’Italia ha sottoscritto. La voce del minore sarà così ascoltata attraverso un suo rappresentante. Ovviamente questo non toglie il fatto che il minore possa essere ascoltato direttamente dal giudice compatibilmente con la sua età e la sua condizione».

Altro aspetto che avrà una ricaduta positiva sulle famiglie è che ci sarà un tribunale unico dedicato alle questioni di famiglia.

«La riforma – spiega De Santi – finalmente istituisce un tribunale unico, un giudice di prossimità che sarà quello della residenza delle famiglie. Non ci saranno più cause divise, prendendo ad esempio chi abita nel nostro comune, tra Verona e Venezia. Con evidenti benefici non solo logistici per le persone coinvolte». 

Un altro aspetto importante riguarda il tentativo, che diventerà centrale, di risolvere le controversie con metodi alternativi. Si cercherà, detta in termini semplici, di ottenere il consenso di entrambe le parti laddove non sia possibile arrivare ad una riconciliazione. 

«È una riforma che noi avvocati aspettavamo da molto tempo – dice De Santi -. Noi che ci occupiamo di questioni di famiglia non possiamo che guardare positivamente gli aspetti del diritto che riguardano una maggiore attenzione verso i singoli, i minori e le persone in generale più fragili. Poi ci sono le norme processuali e quelle saranno di più difficile gestione, ci dovrà vedere attenti in un’interlocuzione con la magistratura per l’applicazione di queste norme che non sono facili né immediate e che prevedono un vero e proprio cambio anche per noi del modo in cui pensiamo al processo».  

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