La protesta degli specializzandi dopo l’aumento delle tasse
Chiedono una rappresentanza istituzionale all’interno dell’Università e l’abolizione dell’aumento dei contributi pari a circa 300 euro all’anno. Alla protesta degli specializzandi indetta per oggi al Polo Zanotto hanno aderito in circa 600
Una mail, inviata due mesi fa e indirizzata all’Università di Verona, nella quale si chiedevano una rappresentanza istituzionale all’interno dell’ateneo e l’abolizione dell’aumento dei contributi per gli specializzandi di Medicina e Chirurgia. Poi un’altra, che rincarava la dose con l’annuncio di una protesta, anche questa senza una risposta. Poi qualche giorno fa il responso tanto atteso, e la convocazione di un incontro tete a tete tra rettore dell’ateneo e una delegazione di specializzandi di Medicina e Chirurgia. Nulla di fatto, solo un compromesso: la protesta si farà solo oggi, e non due giorni come era stato annunciato. Tutto è cominciato qualche mese fa, quando gli specializzandi si sono visti aumentare i contributi (del 20% all’anno) senza un corrispettivo aumento dei servizi.
Al Polo Zanotto questa mattina si sono presentati quindi in circa 600, quasi tutti in camice bianco. Astensione dal lavoro e assenza ingiustificata fino a questa notte, perchè in quanto studenti, non godono del diritto di sciopero.

Nessuna interruzione di pubblico servizio; i reparti infatti rimangono garantiti dagli specialisti per l’intera giornata di oggi.
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