La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra

Redazione

| 06/03/2026
Investimento del Ministero della Cultura di 7,5 milioni di euro per trasformare la struttura dismessa in un polo museale moderno. LE FOTO

Verona riabbraccia ufficialmente lo storico ex Cinema Astra. Ieri pomeriggio, 5 marzo, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e il Sottosegretario Gianmarco Mazzi, quest’ultimo veronese, hanno presenziato alla firma dell’atto di acquisto dell’immobile. L’operazione segna l’inizio di un percorso di recupero per uno degli spazi culturali con più potenziale della città.

Il progetto di rigenerazione, denominato “Per Aspera ad Astra“, prevede un investimento ministeriale di 7,5 milioni di euro. L’obiettivo è trasformare la struttura in un polo museale moderno. Il nuovo spazio integrerà la storica sala cinematografica con i reperti archeologici rinvenuti nel sottosuolo, creando un’esperienza espositiva basata sulle nuove tecnologie.

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Una “piccola Pompei” nel cuore di Verona

Sotto la platea del cinema, inaugurato nel 1937, si nasconde infatti un tesoro dell’epoca imperiale. Gli scavi della Soprintendenza hanno portato alla luce un vasto complesso romano con murature alte più di un metro, affreschi e sistemi di riscaldamento. Le indagini si sono concluse nel 2023 e i reperti sono ora in fase di studio.

Il Ministro Alessandro Giuli ha commentato così l’operazione: «Verona si riappropria di un cinema storico, al di sotto del quale si trova un complesso edilizio romano di età imperiale, una piccola Pompei, che non resterà inerte e muta, ma diventerà un luogo di socialità e sede del racconto della storia di Verona». Secondo il Ministro, la città potrà tornare a vedere film in un contesto architettonico unico, ammirando contemporaneamente le radici romane del territorio.

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Il legame con la città

Il Sottosegretario Gianmarco Mazzi ha sottolineato il valore affettivo dell’immobile per i veronesi: «Per chi, come me, è di Verona ed è cresciuto frequentando quello che un tempo era il cinema più importante della città, è stato doloroso vederlo per anni in quello stato». Mazzi ha inoltre ringraziato pubblicamente la famiglia D’Ignazio per aver scelto di cedere la struttura alla comunità.

Il futuro polo museale preserverà l’architettura originale del 1937. La memoria storica del cinema diventerà il palcoscenico per valorizzare il patrimonio antico, rendendo finalmente fruibile al pubblico un sito archeologico di grande complessità e fascino.

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